Per tirare le fila e a dare un po’ d’ordine ai brani di “Too Emotional For Maths” i Dilatazione hanno chiamato Amaury Cambuzat. Uno che con la sua band più famosa – gli Ulan Bator – è riuscito ad andare davvero al di là – post? – degli schemi musicali odierni – rock? – fornendo una propria, lucida e a tratti geniale terza via alle instancabili sperimentazioni di Chicago e alle decadenti melodie di Glasgow. Se poi aggiungiamo Francesco Donadello – il batterista dei Giardini Di Mirò – al banco mixer, beh, tutto viene da sé. Nel senso che i nomi coinvolti sono autorevoli, la confezione interessante, le attese elevate.
Il problema, però, è che sembra quasi che “Too Emotional For Maths” di queste attese ne faccia una malattia. Come se si vergognasse di mostrarsi in pubblico, nascondendo la propria faccia – il proprio talento – dietro quella più rassicurante e riconoscibile dei Mogwai. Di cui i Dilatazione ricalcano pedissequamente le orme – persino nell’uso del vocoder – nell’iniziale “Wendy Carlos”. Non che siano gli unici a farlo, sia chiaro. È che i primi ascolti segnalano una vicinanza stilistica ai canoni del genere e nulla più. Come se il post rock non fosse, prima che pallida imitazione, un sacro furore che fa terra bruciata della nostra vecchia concezione di canzone, di musica, di emozione.
Una malattia, si diceva. O forse una mancanza di comunicazione. O di confidenza. Perché con lo scorrere del tempo l’album si apre. Accetta il confronto con l’ascoltatore, vince reticenze e timidezze, si rimette in gioco. E costringe a riformulare giudizi e pregiudizi, ché per fortuna solo gli sciocchi non sanno rivedere le proprie posizioni. Non che il ragionamento precedente cada come un instabile castello di carta sotto una bufera invernale. È che si sentono buone melodie (le due canzoni disperate e malinconiche cantate da Cambuzat, “Cendre In” e “Cendre Out”) che fanno vedere come la via di fuga sia dietro l’angolo. E infatti subito dopo la band si congeda finalmente dagli amici – Mogwai, Explosions In The Sky – e dai nemici – ehi critichino! – e si lancia nel travolgente finale di “Tutto Si Dimentica”. Che, per la cronaca, è il pezzo post rock più bello dell’anno. Un inno strumentale da vivere con i pugni alzati al cielo, la gola in fiamme ed il cuore in subbuglio. Una cavalcata a mille chilometri l'ora che in certi tratti sorpassa a destra le formidabili scie emotive dei 65daysofstatic. Un brano – ahimè – che si interrompe letteralmente all’improvviso, dopo sette minuti esaltanti, lasciandoci sudati e sbigottiti. Come un coito interrotto di cui nessuno sentiva il bisogno. Metafora perfetta di un album che, pur ben fatto, poteva dare qualcosa in più.
Commenti (31)
- 22/12/2006 ore 10:48
Dilatazione @dilatazioneVia giù, un po' di polemica fa bene ai dischi...
Tutte le critiche sono ben accette (pure la psicanalisi:]), ma vorremmo
intervenire in merito alle influenze che lamartina ci
ha atribuito :| perchè altrimenti il nostro rischia di
sembrare il solito disco post rock, pieno di
crescendo enfatici, con la batteria sul ride a
scandire il tempo e tanti arpeggi cadenzati.
Dicevamo delle influenze. Gli explosions in the sky
non ci piacciono! Con questo non vogliamo sembrare gli
sboroni che sputano merda sui campioni del nuovo post
rock. Massimo rispetto. E' che anche in ambito post,
oltre che cinematografico siamo nostalgici e a parte i
primi godspeed non digeriamo la deriva "epica" del
post rock odierno nè quella pesante alla isis. I
65daysofstatic li abbiamo sentiti per la prima volta
dopo aver letto la recensione e pure loro li sentiamo
distanti!
I mogwai li abbiamo omaggiati in un brano, il primo.
Una breve citazione di un minuto e mezzo per celebrare
un gruppo che abbiamo amato. Dalla recensione può
sembrare che tutto il disco ne segua i passi!!! Il brano
doveva chiamarsi "Un'impressione sbagliata". Forse avremmo dovuto mantenere il titolo originario per sottolineare di più lo scarto.
Perchè dal secondo brano("solo in una strada affollata", scaricabile
qua sotto) abbiamo voluto evidenziare un cambio di
registro. Non ci sembra che il resto del disco suoni
alla mogwai. Forse l'umore, ma le strutture ritmico-
compositive sono quasi all'opposto. Boh, sentite i due
pezzi del promo... Se qualcuno ci sente i mogwai gli
regalo il disco!!!
E a proposito di regali a dicembre le spese di SPESE
DI SPEDIZIONE SONO INCLUSE NEI 10 € DEL PREZZO.
SOSTENETECI!
p.s. è un incubo. vi prego. i gruppi di rock
strumentale sono costretti ogni anno a difendersi
dall'accusa di essere dei cloni dei mogwai. Difendi i
gruppi di musica strumentale! Sostieni la campagna
"Basta coi mogwai!" .Che rimangono, per inciso, un
gruppo della madonna, e sarebbe da idioti cercare di
inseguirli sullo stesso terreno.
- 22/12/2006 ore 11:10
Manfredi Lamartina @manfrediE io che ho scritto?
"Perché con lo scorrere del tempo l'album si apre. E costringe a riformulare giudizi e pregiudizi, ché per fortuna solo gli sciocchi non sanno rivedere le proprie posizioni".
Beh, ma io mica vi avevo paragonato a loro. Ho semplicemente scritto che il vostro pezzo è ancora più emozionante di quelli dei 65, che sono secondo me il miglior gruppo post rock in circolazione. Era solo un complimento, mica un'accusa.:| Leggere le recensioni, no, eh?
Già, va beh.
Anche perché ormai i Mogwai hanno smesso di incidere cose belle. Ma per la cronaca, stai parlando con uno - forse l'ultimo in circolazione, peraltro - che certi suoni strumentali li ama alla follia, eh!
- 22/12/2006 ore 12:23
anonimo @Poichè la musica, come qualsiasi altra forma di ARTE, è cosa assai soggettiva mi permetto di
difendere questo disco parlando di emozioni e sensazioni che mi ha regalato, cercando di lasciar
fuori discorsi riferiti ad influenze varie e altre cose prettamente tecniche.
Mossa furbetta tra l'altro, me ne rendo conto:], almeno Il Signor Mafredi non può permettersi di contrastarmi e o sottolineare, come ha fatto
nel caso della risposta dei Dilatazione in persona, di leggere bene le recensioni. :)
Quindi la mia polemica si incentrerà esclusivamente sull'ultima parte della recensione presente nel sito...la frase che mi ha disturbato... è stata proprio l'ultima:"UN ALBUM CHE PUR
BEN FATTO POTEVA DARE DI PIU'..."
Questi giudizi, mi perdoni Signor Manfredi, li trovo alquanto sterili. Si tenga presente che ci troviamo davanti ad una band emergente. Lei sicuramente fà il suo lavoro e non mi permetto di mettere in dubbio la sua professionalità o altro, ci mancherebbe, ma non credo si possano azzardare commenti del genere difronte ad un lavoro così coraggioso e nuovo. Emergere, farsi spazio in campo musicale, portando avanti un progetto di questo tipo è cosa assai apprezzabile e degna di stima. E poichè Lei sottolinea che è "uno dei pochi rimasti che apprezzano tali suoni strumentali" dovrebbe
tenerlo presente ancora di più.
Se non si da il giusto spazio, i relativi meriti e i migliori incoraggiamenti a chi cerca di comunicare qualcosa in maniera non convenzionale del tutto personale e raffinata, a chi si devono dare? :?
Per non parlare del discorso del legare le immagini alla musica, che non voglio toccare adesso, anche se
sono fondamentali per capire in pieno il progetto dilatazione, perchè stiamo commentando la recensione di un CD e dunque l'unica cosa di cui si può discutere sono i suoni, le note, la musica, il sound e le relative emozioni e sensazioni, per l'appunto.
Facendo riferimento a quello che è il pezzo, a parer mio, più bello e intenso
di tutto il cd, ovvero TUTTO SI DIMENTICA, trovo alquanto fuori luogo le parole del recensionista, o giornalista che sia, mi perdoni colui che ha dedicato tali parole, ma non conosco :)
In questo pezzo, che definirei "ESALTANTE, MUSICALMENTE INTRIPPANTE" ( per intrippante, faccio
riferimento al significato stretto della parola TRIP= Viaggio ) i Dilatazione hanno osato e hanno regalato tanto.
L'interruzione del pezzo, improvvisa e inaspettata, lascia senza parole. Ma quale coito interrotto?
Semmai è il contrario, assolutamente il contrario! Ovviamente sempre secondo il mio modesto parere, s'intende.
Il pezzo ti emoziona, in ogni caso, in ogni senso. Ti soddisfa. In pieno. Altro che coito interrotto!
A me personalmente ha dato carica, è piaciuta tantissimo, mi ha fleshata. Ma anche se a qualcuno ha disturbato, beh...
sempre di emozione si parla. Il punto è che questo pezzo non può lasciar indifferenti.
E... se questo non è un elemento positivo.....:|:|:|
"Un inno strumentale da vivere con i pugni alzati al cielo, la gola in fiamme ed il cuore in subbuglio"
Eccoci al punto, dopo tali parole, trovo ancor più inutile e ingiusta la critica sul POTEVANO FARE DI PIU...
Ma non insisto ulteriormente perchè dopo tali parole, quelle che ne seguono, si annullano di riflesso.
Concludendo, non sto dicendo che chiunque debba apprezzare o amare questo CD e questo gruppo, ma almeno riconosciamo loro il fatto, che tra tanti gruppi vuoti e banali, i Dilatazione si distinguonoperchè un'emozione forte la regalano sempre. :)
- 22/12/2006 ore 13:23
Stefano "Acty" Rocco @acty...ma i Dilatazione ed i loro fan hanno problemi con gli "accapo"?
- 22/12/2006 ore 13:36
Manfredi Lamartina @manfrediMa per carità, ognuno è libero di pensarla come vuole.
Certo è che sta recensione sembra che non l'abbia letta proprio nessuno. "Tutto Si Dimentica" l'ho definito il più bel pezzo post rock dell'anno. O sbaglio? Ammazza, qui vi lamentate pure quando si parla bene di voi!:)Non mi è piaciuto soltanto il finale, proprio perché avviene all'improvviso, mentre - come dici tu - mi stavo "flashando". Un disco può essere ben fatto formalmente, ma comunque avrebbe potuto dare di più.
Io non ho certo la verità in tasca, ma trovo curioso che mi muovete critiche che poi si scopre ricalcano punto dopo punto il contenuto della recensione (che non è manco una stroncatura).
Poi, eh, tutto si può dire dei Dilatazione, tranne che facciano musica "coraggiosa e nuova". Suvvia.:)
(Messaggio editato da manfredi il 22/12/2006 13:37:34)
- 22/12/2006 ore 13:44
Dilatazione @dilatazioneDio mio. Leggo solo ora il messaggi sul forum, senza gli accapo. E' mostruoso...
Al prossimo giro gliene daremo di "br"! ;)
- 24/12/2006 ore 12:32
anonimo @:) io il disco dei dilatazione l'ho comprato e me lo tengo stretto...è bellissimo!!!!
- 27/12/2006 ore 08:57
anonimo @A parte che non sono un membro dei Dilatazione, come affermato nella risposta precedente, ma una semplice lettrice di Rock it che ha ascoltato il Cd ed apprezzato la band...le sembra così assurdo e strano che qualcuno possa esprimere un giudizio e/o contrastare una sua recensione senza essere membro della band?
Si vede che la sua considerazione dei Dilatazione, benchè continui ad affermare che non li ha affatto stroncati, sia veramente limitata, se non crede che una banale lettrice possa esprimere un suo personalissimo giudizio positivo su di loro.
Concludo la mia polemica con una domanda... secondo lei come mai nessuno, almeno a parole sue, ha capito la recensione????
Umh... si interroghi su questo...
Arrivederci e buone feste.:] - 27/12/2006 ore 11:25
Dilatazione @dilatazioneHo fatto casino. Doppio messaggio. Vedi "Manfredi, lei è un dipendente di rockit!"
(Messaggio editato da dilatazione il 27/12/2006 11:35:06)
- 27/12/2006 ore 11:30
Dilatazione @dilatazioneRieccomi... Sono Patrizio dei dilatazione.
Ero intervenuto per primo.
Non so chi ha scritto i commenti sopra.
Li ringrazio ma non era quello il punto della discussione!
Non parlavo di emozioni (per me il disco è spudoratamente emotivo, ma come cantavano tozzi, ruggeri e morandi Manfredi continua a dire
che "si può dare di più" ed è un suo diritto).
Parlavo di INFLUENZE ed è lì che come membro del gruppo
ho il diritto di non trovarmi d'accordo su quello che un giornalista scrive.
MANFREDI, VIA DAI, CRIBBIO (come direbbe qualcuno che amiamo entrambi! :))
Conosco l'esercizio della critica ed il gusto che come critico puoi provare nel tentativo di rigirare i discorsi...
Ma la recensione l'ho letta attentamente.
Non è che hai scritto "il primo pezzo suona alla mogwai. Punto e basta."
Avendola letta attentamente, la recensione, alla fine dici:
"si congeda finalmente dagli amici - mogwai, explosions in the sky" (con l'ultimo pezzo, Tutto si dimentica).
Sembra o non sembra ad un lettore che il disco suoni come loro fino all'ultimo pezzo (che, tra parentesi è l'unico con la tipica struttura a crescendo del post rock post young team !?!)?
E' la cosa che mi hanno detto tutti quelli che l'hanno letta!
Se nel disco c'hai sentito questo (i mogwai e gli explosions)
allora vuol dire semplicemente che il disco l'hai ascoltato poco.
Insomma. Tu dirai, ma siete delle fave che ve la prendete e non vi ho nemmeno stroncato! Non è questo il punto. E non ce la prendiamo!
Un critico può elogiarmi, rimanere indifferente o stroncarmi.
Sta nel gioco del far musica, per carità.
Quello che non accetto è di sentirmi imparentato forzatamente a
un tipo di musica che non ci appartiene.
Che il nuovo post rock che dai mogwai e dai godspeed ha preso in prestito la classica struttura a crescendo mi sembra spesso, e te lo dico spassionatamente, musica adolescenziale che condivide guarda caso con certo metal i toni enfatici e ridondanti e sta diventando paurosamente autoreferenziale.
Che per carità mi diverto anch'io a sentire gli accordi che scalano in progressione ma mi sembra pure tutto troppo facile e come gruppo non ci interessa.
Che il suolo italico è già pieno di emuli dei mogwai e se lavori per anni sulla ritmica, le strutture e le dinamiche di un genere e poi ti infilano nel solito calderone con il gruppettino al primo demo che ha appena scoperto da due giorni young team (come noi anni fa eh, non fraintendiamo, massimo rispetto per i giovvani...) la cosa un po' infastidisce.
Insomma. Se il tuo parametro di giudizio in ambito post è quello mi sembra palese che il disco ti dia poco! Sarebbe come chiedere ad una pellicola che guarda alla nouvelle vague emozioni melodrammatiche. O noleggiare un film erotico cercando l'exploit porno!
Un errore di categoria? (che il rock strumentale è bello vasto, mica ci sono solo i mogwai...)
Buone feste a tutti!!! E soprattutto a te Manfredi!
p.s. a scanso di equivoci nel disco ci sono altre due spudorate citazioni/omaggio: ai Massimo Volume e ai Tortoise. Due gruppi che amiamo e che i critici non hanno ancora citato abbastanza da farceli odiare... :)!!!