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Verdena [?]
Requiem [?]

Rock, Grunge, Alternativo / Black Out Universal

di maxosini, 14/05/2007

Non avrei mai pensato, anche solo tre o quattro anni fa, che un giorno avrei assegnato la primascelta ai Verdena. Da un lato mi sembravano una semplice versione riveduta e italiana dei Dinosaur Jr., dall'altro davo ascolto alle chiacchere più maligne sul loro conto, ad esempio: sono giovani, sono raccomandati, sono con una major. Di quelle dicerie la prima non è più così vera, non fosse altro perché il tempo passa per tutti; la seconda non è più sostenibile dopo quattro album, svariati EP e innumerevoli concerti; la terza è inopinabilmente vera, ma va rivista in senso positivo, perché se questo disco è così bello, il merito è anche di una produzione attenta e curata come solo una major può permettersi di fare.

Un'altra critica che spesso è stata rivolta ai Verdena è quella di ispirarsi troppo ai Nirvana. Una buona metà di questo disco conferma in pieno la tesi, ma anche in questo caso propendo per l'aspetto positivo. Provate ad ascoltare "Don Calisto" o "Isacco nucleare" e poi ditemi se non valeva la pena di ripescare i fasti di "Bleach": magari tutte le 'imitazioni' dei Nirvana avessero questa energia. Comunque, ciò che maggiormente caratterizza "Requiem", a parte il clima cupo e depresso, è la sua particolare versatilità. Non parlo tanto del singolo "Muori Delay", dove i Verdena giocano a fare i Led Zeppelin ognuno col proprio strumento, quanto dei due brani di dodici minuti "Il Gulliver" e "Sotto prescrizione del dott. Huxley" lunghe suite di space-rock estremamente varie nei toni e nella struttura che non fanno rimpiangere quelle dei più celebri Motorpsycho. Dei tre brani acustici, i due scritti in collaborazione con Mauro Pagani sono particolarmente felici perché la loro atipicità si integra perfettamente nel disco allargandone gli orizzonti: "Angie" è un gioiellino di pop psichedelico in puro clima Swinging London, mentre "Canos" ammicca a sonorità spagnoleggianti facendo tesoro di stacchi irregolari. Il mio pezzo preferito è "Non prendere l'acme Eugenio", nel quale le citazioni si sprecano, dai Pink Floyd nel titolo, alla batteria abulica degli Strokes, dalle intonazioni vocali di Cristiano Godano agli effetti psichedelici dei Flaming Lips, per concludere con il consueto clima nirvaniano.

Inutile nascondersi: 'Requiem' non è certo un disco sperimentale o d'avanguardia. Si tratta nei fatti di un disco grunge (oggi fa figo dire Stoner), ma con dei numeri importanti a livello di composizione e produzione. Nella sostanza i Verdena sono forti di suoni, melodie, citazioni e testi decisamente più freschi di quelli dei loro diretti concorrenti, ovvero i gruppi rock orientati al mainstream.


Commenti (93)

  • 14/05/2007 ore 11:08 faustiko @faustiko

    Osini che da il primascelta ai Verdena?!?! La fine del mondo é vicina... :]:[:]:[

  • 14/05/2007 ore 11:16 anonimo @

    Tanti punti di disaccordo: la produzione è mediocre. I Nirvana si sentono pochino, Le inflessioni di Godano non ci sono. Lo stoner manco morto. Le tre ballate non sono tre ma due (Canos non c'entra niente). Marco Pagani non lo conosco. Conosco solo Mauro Pagani.
    Canali non è mainstream.
    I Led Zeppelin non sono in Muori Delay ma nell'inizio de "il Gulliver"
    Basta così.

  • 14/05/2007 ore 11:22 faustiko @faustiko

    ...e perché non l'hai scritta tu?

  • 14/05/2007 ore 11:42 anonimo @

    si esalta tanto che i verdena vadano a pescare un po' qua e un po' là tra i vari (signori) musicisti, ma mi viene una domanda: invece di andare ad acchiappare un po' di qua e un po' di là perchè non si sforzano di creare qualcosa di loro? ho ascoltato due volte questo Requiem e mi sto sforzando di dargli una terza possibilità, quando avrò tempo però, perchè un'ora di una tale rottura di palle non credo di averla mai ascoltata

  • 14/05/2007 ore 14:34 faustiko @faustiko

    argomentazione vecchia e banale. qualcosa di più intelligente?

  • 14/05/2007 ore 15:13 Oliviero @oliviero

    sòccia che schiantata...e la batteria abulica degli Strokes c'è?

  • 14/05/2007 ore 15:14 anonimo @

    domanda intelligente: perche se i verdena acchiappano qua e la si beccano il prima scelta se lo fa il primo gruppetto emergente viene tacciato di essere il clone dell'artista X o Y?

  • 14/05/2007 ore 15:18 Oliviero @oliviero

    (parentesi) non è giusto che ci siano solo musi gialli o bianchi da alternare ai rossi. ci vorrebbero anche i neri.

  • 14/05/2007 ore 16:06 anonimo @

    A parte i rimandi ai Nirvana (per me solo ed unicamente in "Isacco nucleare" si sente l' influenza Nirvana, non sò dove altrove nel disco possa emergere!!!) la recensione era buona....poi è arrivata questa frase: "Inutile nascondersi: 'Requiem' non è certo un disco sperimentale o d'avanguardia. Si tratta nei fatti di un disco grunge (oggi fa figo dire Stoner), " a confermare che siamo su Rockit

  • 14/05/2007 ore 16:10 anonimo @

    ahahaha è vero!! Disco eccellente. In Italia i Verdena sono due o tre spanne in alto rispetto a tutti.

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