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Rock, Pop, New-Wave, Elettronico

di Renzo Stefanel, 31/01/2007

Lester Bangs diceva che la provincia è il serbatoio della purezza rock. I valdostani Dari, che vengono da una regione che ha dato tanto al punk e che risente naturalmente dell’influenza della vicina Torino, paiono fatti apposta. Sono un Alberto Camerini degli anni d’oro (“Ho spaccato”) aggiornato al 2007, con tanto di quasi falsetto adolescenziale acuto, petulante e provocatorio (e quindi, davvero figo) che assomma spunti pure dalla preistoria di Ivan Cattaneo, Jo Squillo e perfino, in qualche cosa, di Faust’o. Dentro ci senti (a proposito di Torino) tanto i Righeira quanto i Subsonica (“Pensieri Migliori”), i Sigue Sigue Sputnik (“Gp A 100 Allora”) come gli Atari Teenage Riot (“Phorse”), perfino un po’ di Amari (“Quanto mi costa”). Figli dei Bluvertigo, parenti dei Libidomeccanica (e son sicuro che s’ignorano: segno di una nuova electro-onda anni 80 pure da noi?), tanti pezzi carini, ma non sufficienti a tener desta l’attenzione fino alla fine del cd. Interessanti e inconsueti, ma fuori dall’attuale lunghezza d’onda teen italiana. Ma chissà, magari il futuro abita proprio in loro. Di sicuro qui ci sono del buon pop elettronico, rabbia teen, voglia di spaccare, e una potenziale serie di hit single. Non poco.


Commenti (4)

  • 07/11/2008 ore 10:52 anonimo @

    "Di sicuro qui ci sono del buon pop elettronico, rabbia teen, voglia di spaccare, e una potenziale serie di hit single. "

    Parole profetico. (Si dice? Non sono Italiano)

  • 09/05/2010 ore 16:51 Dama Rama @damarama

    MA COME SI FA A RECENSIRE STA MERDA?!?!?!?!

  • 09/05/2010 ore 17:45 iggy @iggy

    già, perché?

  • 12/05/2010 ore 12:38 Dama Rama @damarama

    Ribadisco:

    MA COME SI FA A RECENSIRE STA MERDA?!?!?!?!