Lester Bangs diceva che la provincia è il serbatoio della purezza rock. I valdostani Dari, che vengono da una regione che ha dato tanto al punk e che risente naturalmente dell’influenza della vicina Torino, paiono fatti apposta. Sono un Alberto Camerini degli anni d’oro (“Ho spaccato”) aggiornato al 2007, con tanto di quasi falsetto adolescenziale acuto, petulante e provocatorio (e quindi, davvero figo) che assomma spunti pure dalla preistoria di Ivan Cattaneo, Jo Squillo e perfino, in qualche cosa, di Faust’o. Dentro ci senti (a proposito di Torino) tanto i Righeira quanto i Subsonica (“Pensieri Migliori”), i Sigue Sigue Sputnik (“Gp A 100 Allora”) come gli Atari Teenage Riot (“Phorse”), perfino un po’ di Amari (“Quanto mi costa”). Figli dei Bluvertigo, parenti dei Libidomeccanica (e son sicuro che s’ignorano: segno di una nuova electro-onda anni 80 pure da noi?), tanti pezzi carini, ma non sufficienti a tener desta l’attenzione fino alla fine del cd. Interessanti e inconsueti, ma fuori dall’attuale lunghezza d’onda teen italiana. Ma chissà, magari il futuro abita proprio in loro. Di sicuro qui ci sono del buon pop elettronico, rabbia teen, voglia di spaccare, e una potenziale serie di hit single. Non poco.
Commenti (4)
- 07/11/2008 ore 10:52
anonimo @"Di sicuro qui ci sono del buon pop elettronico, rabbia teen, voglia di spaccare, e una potenziale serie di hit single. "
Parole profetico. (Si dice? Non sono Italiano) - 09/05/2010 ore 16:51
Dama Rama @damaramaMA COME SI FA A RECENSIRE STA MERDA?!?!?!?!
- 09/05/2010 ore 17:45
iggy @iggygià, perché?
- 12/05/2010 ore 12:38
Dama Rama @damaramaRibadisco:
MA COME SI FA A RECENSIRE STA MERDA?!?!?!?!