Certo che con un nome del genere non ti aspetteresti molto. Invece: navighi un po' e, sorpresa, Katarro ha vinto la scorsa edizione del Rock Contest di Firenze, concorso musicale decisamente credibile e quotato.
Blues e folk sballato per chitarra acustica, intrecci di corde stoppate, slide bottleneck e una voce che ulula sgraziata: canzoni naif, che rallentano, che si perdono in vicoli prurigginosi prima di ritornare sulla strada maestra. C'è inconsapevolezza e genio in tutto questo, come un Daniel Johnston senza problemi di salute: "Terminally Illness Blues" e "Wicked Child" sono perle che non sfigurerebbero nella tua collezione di MP3, e allora mettile proprio lì, tra un M. Ward e un Langhorne Slim.
Ora, io non so se esiste una nuova scena cantautorale italiana: ma se Katarro comincia a comporre in italiano comincio a ricredermi. Da tenere (molto) d'occhio.
Commenti (4)
- 12/09/2007 ore 12:12
anonimo @beh se non lo sai allora cosa cazzo scrivi recensioni?!
- 12/09/2007 ore 12:33
Sandro Giorello @sandro {R}Perchè le grandi cose si possono solo intuire, per avere la certezza bisogna che accadano.
- 12/09/2007 ore 18:16
anonimo @questo ragazzo è bravissimo.
- 18/09/2007 ore 21:19
Kontrasto @kontrastoperò il nome fa cagare eh..
di samuel katarro dico, non di sandro.:|