The Bone Machine La vita finisce la strada no 2008 - Rock'n'roll, Rockabilly

La vita finisce la strada no precedente precedente

"Sono Un Cane", "Sono Selvaggio", "Sono Morto", "Sono Uscito Fuori Dalla Grazia Di Dio": bastano i titoli per capire che qua c'è di mezzo del buon sano, vecchio e mai domo rockabilly.

Direttamente dalla palude arrivano i Bone Machine, trio mascherato di luchadores pronti a spaccarvi le ossa a colpi di contrabbasso e liriche mefitiche che faranno rizzare i capelli ai più impressionabili tra voi: "Birra e Marijuana, una rosa ed una lama, tutto quello che mi serve è qui / Sporche suore unte dalle sacre verghe munte, sono morto non pregate per me!", ma anche "Siamo noi quelle creature che strisciano nella tua testa e ballano sulla tua fossa / Siamo la banda che suona le tue ossa!". La banda in questione, spinta dalla batteria di Black Macigno, dimostra buon gusto musicale facendo il verso con vitalità a certi giri classici del genere: inoltre i testi in italiano colorano di arruffata urgenza l'intero lavoro, tappando la bocca a chi dice che la nostra madrelingua non è adatta per il "inserite voi il genere musicale non degno". All'appello non mancano pianoforti battenti, assoli di chitarra viscerali, cover etimologicamente maledette (tra cui "Big River" di Johnny Cash) ed un notevole strumentale conclusivo, ovvero "La Vita Finisce, La Strada No", con percussioni e riverbero che si abbracciano creando un convincente pathos notturno.

Insomma, questo è un ascolto consigliato anche se non avete mai messo una puntina su un gracchiante vinile dei Cramps o dei Misfits: per il sottoscritto una delle party band definitive del 2008.

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La recensione La vita finisce la strada no di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2008-04-04 00:00:00

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