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Il sound di "Heroes", più che farci pensare alla Giamaica anni 70, ci riporta bruscamente in Italia. Reggae, ska e rocksteady mescolati con funk, soul e r'n'b, davanti a risotti, cotolette alla milanese e vino. Nulla di male eh, Se non per la voce, assolutamente inadeguata a reggere le melodie (belle pure) e l'inglese, che arranca sulla pronuncia, nonostante tutti i viaggi e le collaborazioni del Maestro… Ma non è neanche tanto questo il problema. L'inglese cantato italianizzato è anche simpatico. È che sembra manchi di qualcosa. Tipo lo stile. E il professionismo non riesce a vincere sulla qualità. I brani paiono registrati non nello studio di Madaski, ma nella cantina di Gigi. Con la voce che esce completamente dal mix e mal si amalgama ai suoni. Parere personale ovviamente. Ma mi aspettavo davvero qualcosa di più da T-Bone su disco, dopo averlo visto dal vivo. Questo principalmente. Poi i bei momenti non mancano certo ("Heroes", "The President Of The Republic Of Bananas", "Excuse Me"), ma non è abbastanza. È un disco che fa sorridere, non ballare.


Commenti (2)

  • 26/11/2008 ore 18:05 ilariabu @ilariabu

    apro una piccola parentesi.
    in questo caso l'inglese italianizzato può "starci" perché nel reggae di per sé la pronuncia è molto de-anglicizzata...
    in generale, però, una cosa che mi dà estremamente fastidio sono gli italiani che cantano in inglese con una pronuncia orrida.
    è una cosa che non cencepisco.
    chiudo la piccola parentesi.

  • 27/11/2008 ore 00:40 anonimo @

    no c'ha stra-ragione il recensore, t-bone a cantare fa pena. e come trombonista è sopravvalutato. censura sulle sue composizioni.