"Music is not for grownups" dei Le-li sembra quasi fare il verso a "Being a grown up sure is complicated" dei loro conterranei Amycanbe. Si parla sempre di adulti e di bambini, di amore per la musica e di amore e basta. In fondo gli ingredienti sono semplicissimi, ed é sufficiente una manciata di pezzi per costruire un album di debutto davvero ben confezionato. Da una parte infatti, si ha un packaging graziosissimo, con astuccetti fatti a mano e tanto di storia illustrata di Le-li sul quadernone delle elementari; dall'altra canzoni che sono piccine ma curate, lievi lievi e fragilissime, ché sembra si debbano rompere da un momento all'altro. La naiveté dell'immaginario infantile, delle lettere colorate e dei codini, però, non deve trarre in inganno. La musica dei Le-li è semplice sì ma non banale, intima e confidenziale ma non per questo ombelicale: si regge su poche corde pizzicate, floride arcate di violoncello (offerte dalla splendida Jenny dei Comaneci) e parole soffiate via ad occhi chiusi, ma di ingenuità non c'è nemmeno l'ombra (per fortuna). A macchiare i quadretti dell'album forse solo la tendenza ad adagiarsi su una forma-canzone rodata e poco tendente alla sperimentazione, e un pezzo (la versione italiana di "What's going on") che stride e che forse si poteva tranquillamente evitare. Ma, dopotutto, che quadernone sarebbe se non ci fossero macchie?
Commenti (3)
- 13/11/2008 ore 13:43
anonimo @bello.
- 10/01/2009 ore 23:35
Fausto 'Faustiko' Murizzi @faustiko {R}beh... credo che Feist farebbe follie per una canzone come "What's Going on"... pezzone!
(Messaggio editato da faustiko il 10/01/2009 23:36:07)
- 11/01/2009 ore 03:21
kamayama @mayache bella favola
grazie:)