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Evito sempre di farmi abbagliare dalla cartella stampa degli artisti, soprattutto quando si citano mostri sacri del rock coi quali si è condiviso il palco in qualche festival nostrano. Chiaro, però, che aver aperto i live di Iggy Pop, dEUS e Mercury Rev, tra gli altri, desti una sana curiosità. Mi avvicino quindi a quest'album con approccio scettico e guardingo, valutandolo con attenzione, moderazione, senza fretta. Lascio andare i brani in cuffia, e mi ritrovo sporco di polvere sulla West Coast americana: California, Arizona, New Mexico. Chiamatelo country, alternative rock, ma quest'album sa di Calexico, R.E.M e John Fante. "S.M.I.T.H." è un amalgama denso, corposo, viscerale in cui ogni membro della band è parte integrante di un meccanismo rodato. Lo senti in "Sleeping Awake", ballata notturna sostenuta da una malinconica tromba o in "Fixing your head" liberatoria ed urlata, irriverente ed esuberante.

Gli Stoop disegnano trame sonore dai colori pastello, tenui, rendendo a volte il tratto più marcato, in altre più debole. Come in "Fire on my cheap sunburn", aspra e spigolosa in apertura, più dolce ed incisiva in versione acustica, posta a conclusione del disco.

Sanno il fatto loro. Mettono in campo buone idee, sanno far trasparire le proprie influenze senza rischiare plagi. Se avessero affinato maggiormente i suoni e la produzione, avrebbero reso questo disco più pulito e patinato. Ma credo sia proprio quest'odore di polvere e sabbia a renderlo così prezioso.


Commenti (4)

  • 21/11/2008 ore 12:07 Nicola Bonardi @nicko {C}

    W la polvere!
    interessanti costoro!
    :)

  • 21/11/2008 ore 21:36 Carlo Pastore @carlo {R}

    peccato che una band di tale livello non riesca a generare l'entusiasmo che merita.

  • 25/11/2010 ore 10:26 Ionzero @ionzero

    thx for add...let's rock[:

  • 01/01/2011 ore 17:00 daniele mei @danymei79

    d'accordissimo...non se ne parla...eppure spaccano..ma succede per molti artisti...bo!!!