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Un buona notizia e una cattiva. Quella buona è che agli Elettronoir va riconosciuto il merito di dare seguito a quella scena, ormai in via di estinzione, di elettropop cantautorale dalle marcate tinteggiature notturne che trova validi proseliti in personaggi come Dierrekappa, Colloquio o, se vogliamo, per alcuni versi, gli stessi Offlaga Disco Pax; quella cattiva è che questo disco non riesce ad angosciarmi come dovrebbe (e vorrebbe).

Una intro folgorante che lascia presagire atmosfere claustrofobiche alla Runes Order (per intendersi) e poi via, verso sillogismi musicali suggestivi quanto poco arditi: è l'inaspettato buonismo melodico (forse camuffato da raffinatezza) che pervade il disco a lasciarmi un po' d'amaro in bocca, in contrapposizione a liriche ferali che invece "suonano" bene e storicamente in linea con quelle produzioni musicali noir che si ispirano alle colonne sonore dei gialli italiani anni 70 e alla cronaca nera.

Colpa del mio integralismo che fa spesso capolino in questi casi ma quando si tratta di raccontare "storie torbide e maledette" pretendo la cattiveria più corrosiva (si ascolti "X: final solution" dei già citati Runes Order) o, al massimo, l'antitetica trasfigurazione pop alla Baustelle: qui siamo esattamente nel mezzo, come in un limbo, e solo laddove la tensione si fa più lugubre (la pasoliniana "Non un passo indietro", "Berliner", "Cruel") la band capitolina vola altissima, mentre sui restanti episodi si rilassa in una successione di romanticherie new wave/soft-dark - ulteriormente edulcorate dalla splendida voce di Georgia Colloridi - che graffiano senza però far sanguinare.

Un disco piacevole, ben arrangiato, cinematograficamente evocativo, da gustarsi durante un solitario girovagare notturno per le periferie della capitale, ma tuttavia non abbastanza inquietante per indurti ad accelerare il passo nei vicoli più bui e minacciosi.


Commenti (15)

  • 06/01/2009 ore 19:12 Oxygen @oxygen

    Ho notato che il disco è recensito ottimamente[:
    Sicuramente è più interessante ascoltare le tracce audio..
    GRAN BEL LAVORO!
    E' possibile scaricare "Non Un Passo Indietro" dal loro sito, gratuitamente..

  • 16/01/2009 ore 12:17 Ivo in cassa 3 @polymar1981

    gli Elettronoir sono entrati nel mio letto cardiocircolatorio per infettarmi in modo virulento della loro patologica sinuosità musicale... sirene omeriche che dilaniano le viscere sanguinolente...

  • 16/01/2009 ore 12:17 Ivo in cassa 3 @polymar1981

  • 16/01/2009 ore 13:25 Oxygen @oxygen

    Dimmi che stai scherzando?..Nn posso crederci..

  • 16/01/2009 ore 14:21 Oxygen @oxygen

    Ciò che più mi consola è che non tutti la pensano come Antonio Belmonte.
    Si tratta di documentarsi maggiormente ed ascoltare l’album senza spettri.
    Per quanto mi riguarda, dopo tanto tempo sono riuscito a riascoltare uno splendido disco pop, fra canzone d’autore, new wave e psichedelica.

  • 16/01/2009 ore 16:56 Antonio Belmonte @antobel

    Penso che sia una fortuna che non tutti la pensino come me, ne convieni?
    Penso anche che debba essere merito di un disco quello di lasciarsi ascoltare "senza spettri": francamente questo degli Elettronoir è sì un bel disco (penso traspaia dalla mia recensione) ma non inattaccabile sotto alcuni profili, quello della spregiudicatezza musicale in primis. Sì, qualche spettro rimane attaccato ai solchi del cd, nonostante un ascolto approfondito e reiterato.
    Per quanto riguarda il discorso poi del "documentarsi", beh, sono con la coscienza a posto :-)
    A tua disposizione per qualsiasi chiarimento contenutistico e formale.
    Antonio Belmonte





  • 16/01/2009 ore 19:28 Oxygen @oxygen

    E’ una questione di punti di vista.
    Nella recensione tocchi tematiche, quali la cattiveria ecc., che non dico che non debbano essere considerate; ma il disco è bello e ricco di spunti interessanti a prescindere dalla tua visione integralista della cattiveria.
    Essendo una band difficilmente catalogabile (non prettamente dark), avrei dedicato più spazio ad altri aspetti basilari del album, quali:
    1)Il tentativo di raccontare storie, con una buonissima scrittura.
    2)Avrei citato gli Scisma. La voce di Georgia me li ricorda.
    3) la sinergia tra pianoforte, elettronica e strumenti.
    4)Il pezzo “amore dimentica/pietà raccoglie” è una delle più belle canzoni del panorama pop sotterraneo italiano contemporaneo.
    Se mancano questi elementi di considerazione, la recensione appare scarna e debole; non stimoli il lettore ad interessarsi all’ascolto dell’album.


  • 17/01/2009 ore 00:52 Antonio Belmonte @antobel

    Magari molti altri lettori non la pensano come te e sono stimolati all'ascolto del disco proprio per come l'ho recensito con le dovute riserve del caso.
    La band, per quanto interessante, non mi sembra poi difficilmente catalogabile, come tu affermi, dal momento che la scena elettrodark italiana (alla quale gli Elettronoir comunque non appartengono strettamente) ha più volte contemplato produzioni ispirate alle atmosfere dei thriller anni '70 o comunque alle vicende di cronaca nera. Diciamo che la band capitolina ha edulcorato il tutto con apprezzabili orchestrazioni pop.
    Tu avresti citato gli Scisma per la voce di Georgia. Non vedo molte attinenze con gli Scisma e comunque sia non si può citare tutto ciò che una band può richiamare alla mente (altrimenti sarei partito dai Baustelle per snocciolare poi gran parte delle produzioni darkwave tedesche di 15 anni fa passando per Antonella Ruggiero ecc)...Ah, il pianoforte, la sinergia e tutto il resto: beh, il pianoforte procede per fraseggi minimali, piacevolmente funzionali a tutto il resto sì, ma da qui a parlare di sinergia ce ne corre, suvvia!
    Sulla buonissima scrittura concordo con te: ho parlato di "liriche ferali che invece 'suonano' bene e storicamente in linea con quelle produzioni musicali noir che si ispirano alle colonne sonore dei gialli italiani anni 70 e alla cronaca nera".
    Infine, "amore dimentica/pietà raccoglie” è un bel pezzo, hai ragione, ma non certo un capolavoro del pop contemporaneo, a mio modesto parere.

  • 17/01/2009 ore 10:34 Elettronoir @elettronoir

    Christo, elettrodark no! Dite pure che il disco fa cagare, ma elettrodark no!!!

    :]

  • 17/01/2009 ore 13:13 Oxygen @oxygen

    “E’ una questione di punti di vista”
    Posso constatare che noi due più andiamo avanti e più ci allontaniamo, faremo bene a chiudere la discussione, finiremo nell'infilarci in un cul de sac!
    Tu dici:
    “La band, per quanto interessante, non mi sembra poi difficilmente catalogabile, come tu affermi, dal momento che la scena elettrodark italiana (alla quale gli Elettronoir comunque non appartengono strettamente)”
    Non ti sembra difficilmente catalogabile, ma neanche tu riesci a catalogarla in modo preciso, non ti capisco!
    Ciò che posso aggiungere è che rimango fermo sulle mie convinzioni sopracitate e sottoscrivo il tutto a caratteri cubitali; inoltre ti dovrebbe far un pochino pensare, il fatto che la stessa band (vedi: www.elettronoir.it) si sia dissociata dalla tua recensione, che dirige l’album verso una tua personale visione dark (cito: non riesce ad angosciarmi, prettendo la cattiveria corrosiva, liriche ferali, colpa del mio integralismo ecc) a mio avviso eccessiva.
    Io mi sarei limitato ad attestare della band le sue qualità e non l’avrei descritta come avrei voluto che fosse.
    Per il resto, rimane la mia opinione e la tua recensione.
    Ai posteri l’ardua sentenza.


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