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Con il precedente lavoro (l'Ep "Tramedannata" pubblicato lo scorso anno), i Pennelli di Veermer, realizzavano una sorta di chiusura della loro prima fase artistica: lo splendido suggello di quattro intensi anni densi di soddisfazioni e riconoscimenti. Esaurito l'eco dei consensi era quindi lecito attendere la band al varco per verificarne la capacità di dare nuova e rinnovata dimostrazione di quel talento speso tra testi visionari ed un sublime crocevia sonoro (fatto di folk, rock e psichedelia). Puntuali all'appuntamento, i PdV si presentano, ora, con un disco di dieci brani con il quale, non solo riescono a rinsaldare quanto fin qui fatto, ma anche a rimpinguare le proprie velleità con inedite espressioni liriche (impegno sociale) e sonore (inserti elettronici e melodici). Tra gli esempi più fulgidi "Tre cadaveri nel cassetto" (suggestivo trait d'union con il passato), "Nel giardino di Belzebù" (brani ipnotizzato dalla bellissima voce di Stefania Aprea), "Autogestione", e quei due inni anti-perbenismo che sono "Manifesto cm 70 x 100" e "Incuboinuncubo"…
Ma per l'appunto questi sono soltanto degli episodi, in realtà tutto il disco è assolutamente sublime denso di talento ed originalità: una raccolta di brani da antologia che merita di essere indicata come una delle prove più significativa del 2008.


Commenti (11)

  • 12/12/2008 ore 11:58 Synesthesia @synesthesia {C}

    assolutamente d'accordo con te.
    Album bellissimo

  • 12/12/2008 ore 13:21 anonimo @

    è un album incredibile!!!!
    trascende mode e tendenze musicali senza problemi per un suono unico nel suo genere.
    L'indie musicale dovrebbe dare più risonanza a quest'album

  • 12/12/2008 ore 13:33 anonimo @

    hanno portato un cambiamento radicale sulla scena napoletana e quando meno te l'aspetti ti rifilano pure testi d' impegno sociale di grande spessore e intelligenza.
    bravi bravi

  • 13/12/2008 ore 11:24 anonimo @

    :[ grandiiiiiiiiiiii

  • 13/12/2008 ore 11:55 Sonia Niccolai @sonia

    sono veramente estasiata questo album è veramente unikoooooooooo:=

  • 14/12/2008 ore 16:33 piero calfa and connessioni @pluto

    ma siete tutti amici e parenti?!?
    fanno du coglioni chi è di napoli lo sa bene

  • 15/12/2008 ore 23:45 anonimo @

    I Pennelli fanno parte di quella serie inutile di musicisti squattrinati napoletani, anzi vesuviani! Mifanno cagare!

  • 16/12/2008 ore 11:57 anonimo @

    Bella recensione e
    grandi pennelli!!!!!!
    li ho visti suonare live e gli altri gruppi noti della scene napoletana (non faccio nomi) non reggevano il confronto.
    Già solo per il fatto che questi le mani sugli strumenti sanno dove metterle.

  • 16/12/2008 ore 12:02 anonimo @

    ho comprato il disco!!!
    e' bello. Non è la solita musica. Finalmente!!!!

  • 16/12/2008 ore 12:17 anonimo @

    E' uno di quei dischi che riesco ad ascoltare senza stancarmi mai!Altro che du coglioni!Questa è musica fresca,ricca di contenuti,contaminata al punto giusto e impreziosita dalla maestria di ciascuno dei cinque musicisti della band!E' una musica che ti fa ballare, ridere,pensare.
    Io sono di Napoli caro Pluto(Pluto...)e affermo con prontezza e sicurezza che da queste parti non c'è niente di meglio in giro!E forse, tra i gruppi emergenti, non solo da queste parti.
    Andate a vederti un loro live e poi forse ne riparliamo.

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