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Parliamo di indie-rock di respiro nazionale. I My Speaking Shoes (nome non troppo originale, soprattutto in questa categoria musicale) rimangono sospesi tra questa attitudine indie e un rock compassato, mascherato da qualche stravaganza.

L'iniziale "Tupperware" ci chiarisce subito la situazione: riff ammiccante, cantato opaco e monocorde, atmosfere sbiadite. Anche nelle tracce successive (dove quasi sempre rimane la stessa idea sonora), i My Speaking Shoes soffrono di mancanza di personalità, che si scontra con il mood anticipato dall'ottimo titolo "Wow, introspection!". "Maddy In The Blue Box", episodio a sè, tenta terreni più sperimentali senza stupire o stimolare, con la voce che ricorda le forzature di Juliette Lewis, ma con un accento marcatamente italiano. Sfortunatamente la band non mostra nessun tipo di originalità, perdendosi tra le produzioni medio-basse della nostra penisola. Le similitudini si potrebbero sprecare con tutti e nessuno, non innalzando il valore di un Ep che si materializza in una tangibile prova priva di carattere.


Commenti (18)

  • 19/03/2009 ore 21:45 Marco @lobfx88

    hey
    il tuo commento è privo di motivazioni8in questo caso
    da giornalista che vuole fare il fighino e usare) non usare paragonifighi e commentare in modo negativo un gruppo che si, lascia molto trasparire le proprie influenze musicali, che si, è provinciale e ha un nome del cazzo
    ma è originale
    è un tentativo di emergere
    allora se tu e dico tu giornalista contribuisci al suo soffocamento
    allora si
    la musica è verso una fine che non si merita
    accendi il cervello gigino

  • 20/03/2009 ore 18:04 mattia barro @mattiabarro

    Mi pare presuntuoso il tuo commento.
    ho ascoltato il disco e mi ha lasciato questo.

    probabilmente abbiamo questa mentalità tipicamente italiana di dover, a tutti i costi, far emergere tutti coloro che ci provano.
    no, mi spiace, ma non la vedo così.
    credo che prima bisogna innalzare la qualità.

    non è un soffocamento ma un
    Riprovate quando avrete qualcosa da lasciare.

    di italiani che fanno questo genere Bene ce ne sono.
    e il confronto non regge.

    poi son pareri personali.
    come tu vedi Originale un lavoro che è uguale a mille altri,
    io vedo arrogante il tuo modo di concludere il messaggio.

  • 22/03/2009 ore 20:05 iggy @iggy

    certo, non saranno i nuovi yeah yeah yeahs..
    certo, il genere di musica che suonano non spicca per originalità..
    certo, la produzione non è quella di martin gore..
    ma in quanto a impegno, carattere e vigore non lasciano affatto a desiderare.
    ragazzi, un semplice consiglio: non mollate. mai. dateci dentro e, soprattutto, strafottetevene delle opinioni dei critici, soprattutto se si definiscono 'giornalisti'..

  • 22/03/2009 ore 20:55 My speaking shoes @myspeakingshoes

    iggy ti amiamo! :)
    No vabbè mica si può piacere a tutti no?

  • 24/03/2009 ore 01:10 mattia barro @mattiabarro

    vorrei precisare che non ho mai usato il termine "giornalista".

    nessuno ha mai detto mancanza di impegno.
    nessuno gli ha mai intimato di smettere.
    nessuno ha mai pensato che un critico (o tale) dovesse insegnare alla band come vivere o come (o cosa) suonare. Semplicemente si avvisa il pubblico di una determinata atmosfera.

    precisazioni da cattiva lettura.
    forse mia.

    e qui concludo le mie risposte.
    buona fortuna a tutti.

  • 24/03/2009 ore 20:53 iggy @iggy

    precisazione per precisazione:
    giornalista è scritto sul tuo profilo.
    nessuno a mai scritto di aver letto di mancanza di impegno.
    nessuno a mai scritto di aver letto intimazioni allo smettere.

    ecco, quel sincero augurio di 'buona fortuna a tutti' è ciò che, personalmente, mi piacerebbe leggere in tutte le recensioni di opere o lavori di qualsivoglia esordiente, anche le più stroncanti..
    si, bello.

  • 24/03/2009 ore 22:02 Manfredi Lamartina @manfredi {C}

    Come se fosse un insulto.



    mancano le "h"



    Fermo restando che qui nessuno augura le peggiori sventure a nessun gruppo, guarda che Rockit non è una scuola di musica per dilettanti e la recensione non è la consegna del diploma di fine corso. Se poi, come hai scritto precedentemente, un gruppo se ne deve "strafottere" dei giornalisti, tanto vale non spedire neanche i cd per le recensioni. Altrimenti la discussione diventa ipocrita.

  • 25/03/2009 ore 17:59 iggy @iggy

    conclusione che nessuno a mai tirato ;-)
    ecco munque, per come la penso io, indicare (e dare la possibilità di) la propria professione nel profilo a guisa di titolo (mi vien da ridere, soprattutto considerando la qualita' del giornalismo italiota) e godere di determinati privilegi solo grazie ad un'iscrizione all'albo (istituito nel ventennio per controllare gli appartenenti alla categoria) è parecchio decadente, visto che insultante è offensivo..




    grazie!




    ma scusa, se dico che considero un bene/un invito a non mollare/a migliorare, l'augurare (sinceramente) la fortuna artistica anche in caso di stroncatura, perché devi leggere che o scritto (occhio all'acca!) di aver letto di 'peggiori sventure'? essì che sei un giornalista pure tu, eh? dovrebbe venirti facile l'interpretazione della parola scritta..



    con 'strafottetevene' intendevo dire - e mi pareva pure evidente - di non lasciarsi abbattere dai commenti castranti di una recensione negativa.




    (Messaggio editato da iggy il 25/03/2009 18:08:31)

  • 25/03/2009 ore 18:26 Alessandra Perongini @psychokiller {R}

    Iggy secondo me hai ragione nel dire che bisogna sempre invitare a non mollare, però in questo caso la discussione non è nata da una mancata "esortazione", ma da un commento di lobfx88 che a mio avviso è del tutto fuori luogo, anche perchè non mi sembra che la rece negativa non sia motivata. e non è una questione di "soffocare nella culla" i gruppi, anzi, perchè è proprio dando lo zuccherino a tutti che si soffoca chi veramente merita più attenzione degli altri.

  • 25/03/2009 ore 20:47 iggy @iggy

    verrerrimo, psyco. gran bella risposta del cazzo che gli han dato al recensore e giusterrima osservazione, la tua (quella dello zuccherino).
    la cosa che m'infastidisce è che, delle decine (centiania?) di recensioni che ho letto su rockit, ho notato che a stroncare (senza mai invitare gli autori a migliorare questo o quell'aspetto della loro lavoro) una musica/produzione/testo che non piace son bravi e capaci tutti, come altrettanto bravi e capaci a fare tutti sono le positivissime recensioni di qualcosa che piace magari anche solo per mezz'ora e/o che si ascolta deu o tre volte in tutta la vita. tempo fa (non ricordo chi scriveva di chi) ho anche letto qualcosa del tipo 'il disco merita, sono una bella band e poi sono tanto simpatici'.
    giornalisti..

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