
Skeggiautente collaboratore di rockit | Bolognagiornalista |
I Carpacho sono cresciuti. Si definiscono persone mature, ora. Gli è bastato un ep registrato in casa per ottenere la prima pagina di Repubblica.it e passaggi su radio nazionali. O forse è stato grazie all'idea di mettere all'asta su Ebay il loro contratto discografico. E poi Sanremo 2011, la musica italiana di merda, Londra, Roma e molto altro ancora. Dopo tre anni, Sara Scheggia è tornata ad intervistarli.
(Foto di Antonella Falbo) Il giorno successivo al live elettrico Carmen Consoli resta a Bologna per un'esclusivissima data a teatro. Riusciamo ad ottenere uno dei pochi accrediti riservati alla stampa. Un concerto che presenta la cantantessa in tutta la sua bellezza: versioni alternative dei suoi successi più importanti e riarrangiamenti più intimi dell'ultimo "Elettra". Sara Scheggia racconta.
(Foto di copertina di Francesca Pontiggia; foto interna di Daniele Bianchi) Non tutto è filato liscio: chitarre non funzionanti e problemi sul palco hanno fatto sì che il live durasse meno del previsto, che alcune canzoni nuove - ma che il pubblico conosce già a memoria - siano state depennate dalla scaletta. La presentazione a Bologna di "Andate Tutti Affanculo" ha lasciato l'amaro in bocca, Sara scheggia ci racconta.
(Foto di Francesco Locane) E ancora presto per parlare di un nuovo disco. La band continua a regalare piccole anteprime col contagocce: l'uscita dell'ep "Filemone e Bauci" lo scorso maggio, questa brevissima serie di concerti da condividere con la regista Ilenia Corti e il suo documentario "A parte quel silenzio che ci separa". A scorrere sotto le immagini qualche brano inedito, ma l'acustica del Covo è pessima e le canzoni si perdono in fretta. Tutto sarà più chiaro in primavera, ci dicono. Per ora vi raccontiamo il concerto dello scorso venerdì a Bologna. Di Sara Scheggia.
(Foto di Antonio Campanella) Lo avevamo previsto: di loro se ne parlerà. Perché hanno fatto un disco che invece di raccontare i propri cazzi, cerca di riportare l'attenzione su quelli che dovrebbero riguardarci tutti da vicino. Il rischio è di guardare troppo al passato e prodursi in esercizi letterari che alla lunga perdono senso. La memoria, la prima guerra mondiale, Pasolini, l'intransigenza, Ferretti e i CSI: un lungo e interessante scambio di vedute con Gianmarco Mercati, voce degli Ultimo Attuale Corpo Sonoro. Con spari a zero sul "vorrei ma non posso" dell'indie nazionale - Dente e Vasco Brondi in cima alla lista - e su un riflusso che dura da troppo tempo. L'intervista di Sara Scheggia.