Surreale, ironico, sognante, Stefano gioca con le parole e con le immagini.
Un flusso di pensieri: il suo mondo musicale è popolato da fantasmi country, blues e tracce di West Coast, in cui si agitano beautiful losers, personaggi in continuo movimento senza apparente direzione.
Blues non solo come stile musicale ma come stato mentale.
Ad accompagnarlo nel suo primo disco “Berlino New york città del Messico”ci sono Marco Piccirillo al contrabbasso e Paolo Spaccamonti alla chitarra.
Negli ultimi anni Torino è diventata il centro di una nuova scena musicale: un nuovo approccio alla canzone d'autore e tra i vari nomi della scena, Stefano Amen è sicuramente uno dei più rappresentativi. Ma la sua musica ed il suo stile viaggiano al di la di tutto ciò che si potrebbe chiamare scena.
Stefano Amen si è fatto notare per i suoi lavori autoprodotti prima del disco ufficiale, per il suo progetto elettronico Pinguino ed per i numerosi concerti tra cui il tour con Cletus (Cane Andaluso, 2002) le performance di apertura a Badly Drawn Boy, Tim Robbins, Bugo, Spiritual Front, per il live al Traffic Festival di Torino, per le collaborazioni con Paolo Spaccamonti, Matteo Castellano, Vittorio Cane, Federico Sirianni e altri musicisti della scena torinese.
Ha partecipato a “Rip! A Remix Manifesto” di Brett Gaylor, film più libro sul tema dei Copyright e Copyleft pubblicato da Feltrinelli e al cd compilation tributo a Fred Buscaglione “Boom Boom Fred” pubblicato da Musicalista.
Nel 2010 viene pubblicata una sua versione di “Se sapessi come fai” di Luigi Tenco nel doppio album tributo “Sulle labbra di un altro”, (Lilium Produzioni) promosso dal Club Tenco che vede la partecipazione di artisti del calibro di Capossela, Jannacci e Gilberto Gil tra i tanti.
Dicono di Amen:
“Affondando profonde radici in un cantautorato italiano dai legami dylaniani (“Nessuno” si aggira dalle parti del De Gregori anni Settanta), lanciando qualche sguardo d’intesa al Syd Barrett meno afferrabile, con una impalcatura classica e sostanzialmente connessa a country, folk e blues e un immaginario molto personale, tra l’invettiva esistenziale e una poetica del quotidiano lontana dall’autoreferenzialità, Amen dà voce al proprio mondo con autorevolezza.” Alessandro Besselva Averame – Il Mucchio Selvaggio
“La nuova frontiera della canzone popolare italiana.” – Rumore
“La sua musica rende onore alla canzone italiana.” – Alias-inserto del Manifesto