thee elephantThee Elephant2014 - Rock, Psichedelia, Surf

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Idea di partenza non precisamente definita, ma risultato eccellente: tra psichedelia vecchia e nuova, Bad Seeds e garage rock

Lavoro interessante sin dalle prime battute, questo dei Thee Elephant, nuova creatura del folksinger laziale Dola J. Chaplin, cui si affiancano Sante Rutigliano e Simone Prudenzano degli Oh Petroleum e l'ex Jennifer Gentle Milo Scaglioni.

L'idea di partenza non è precisamente definita, e forse proprio lì sta il maggior pregio di questa formazione: nel suo suono c'è la neopsichedelia ("Hole in the road", "I'm a loser"), il garage rock ("In love again"), i Bad Seeds, perché no ("Here for you"), insomma chiamiamola (fino a un certo punto) la contemporaneità, con quel tocco di low-fidelity che tanto piace alle band italiane e che qui non sfigura per nulla; ma ci sono anche le chitarrine del surf ("That's beyond the pale"), i Jefferson Airplane o gli Spirit, ovviamente ricontestualizzati.

Prendiamo un pezzo come "Go to sain" (e la scelta non è casuale, visto che è probabilmente il migliore del disco), con quei cori a sovapporsi tra di loro nel ritornello, stile "Wooden ships", e quelle nuvole nero pece che incombono su tutto, mentre l'ironico verso "welcome in this world" arriva ad esplicitare le intenzioni della band. O "The fool", che da premesse kinksiane si spinge in là fino ai Teardop Explodes, o ancora "Home", una sorta di versione catacombale delle "Eight miles high".

Poche storie, insomma, la qualità della scrittura è molto alta, e questo esperimento di contaminazione funziona praticamente in ogni brano perché, se anche i Thee Elephant sembra non abbiano stabilito chiaramente che genere suonare, sanno perfettamente come devono suonarlo. Reimpastando stilemi ben noti, ma senza scadere nel già sentito.

E se la scelta filologica di registrare dal vivo e in presa diretta finisce per penalizzare un filo la potenza dell'insieme e la resa della voce solista, non intacca minimamente l'originalità e la godibilità di questo esordio, prova tangibile di un progetto che nasce già grande.

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La recensione Thee Elephant di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-05-28 00:00:00

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