PopulousNight Safari2014 - Elettronica

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Ovvero il viaggio tropicale e fantastico che hai prenotato un anno prima di poterlo anche solo sognare.

Fallo tu un viaggio notturno in una Milano che più mattiniera non è, con il cielo plumbeo di inizio ottobre che ha decretato la fine della tua estate. Mettici tu la testa in quello che potrebbe essere il viaggio più esotico che hai fatto in tutto l'anno, se non conti quella rischiosa domenica alla spiaggia libera in Liguria. Perché "Night Safari", il nuovo album del producer salentino Populous mantiene quello che promette: un sogno lungo una notte tra le foreste amazzoniche, l'afa del sud est asiatico, le gocce di umidità sulla pelle e il motore del volo a prezzo contenuto che hai prenotato un anno prima di poterlo anche solo sognare.

Fin dalla prima traccia "Night Safari" sembra manifestare quel senso di figaggine di quando scorriamo le foto dei look visti all'Afropunk Festival di Brooklyn. Se quelle immagini piene di stile, di trasgressione sociale e temporale potessero suonare, sono certa che suonerebbero proprio come questo album: la stessa radice tribale delle treccine incontra il tintinnio delle collanine di metallo portate tutte insieme, strati e strati di tintinnii, di sfregamenti, il tutto nella cornice di New York, di quel suono così reale, dove puoi sentire il rumore di una cicala solo se viene ripresa da un dj o da un producer per un pezzo. Arriva fino in Giappone in "Himalaya real" costruita per la voce della cantante Cuushe, lasciva ed ipnotica; poi nel centro del continente Africano in "Vu" dove l'atmosfera notturna si riscalda tra le manopole nelle mani di Populous e di Clap! Clap!, che ritroviamo anche in "Water Temple", capaci di ribaltare il pezzo in un una foglia di alluminio.
Il viaggio riprende per mare in "Dead Sea" che non poteva non essere un pezzo che parla attraverso le onde, sintetiche e increspate che si uniscono in una melodia che sale verso l'alto e che va ad infrangersi solo con l'incontro di una voce in loop. Lo vedi quel vortice? Lo sta facendo il tuo collo. "Quad Boogie", che vede la partecipazione di Digi G'Alessio, è un albero di Natale addobbato in mezzo a un locale brasiliano, un carrozzone psichedelico che da oggi sarà il tuo nuovo canto di Natale fatto con il sudore. E proprio quando pensi di essere ubriaco, "Honey" (feat. di Iokoi) ti fa vedere il mondo attraverso il fondo di un bicchiere ancora pieno, una melodia sognante e acquosa; la voce confusa di qualcuno che ti parla all'orecchio ma da lontano. Con la presenza del Dj Khalab "Agadez" si trasforma in dancefloor di vetri rotti che si alzano appena partono i bassi.

Prendiamo il volo verso casa, prima tappa un altro paradosso geografico: "Brighton Pier", dove le luci e il rumore delle giostre incontrano la tristezza dei diciassettenni che se ne tornano in Italia finita la vacanza studio. Con "Night Safari", il pezzo che prende il nome all'album, siamo già verso la pista d'atterraggio, l'atmosfera e un cerchio di tensioni di loop e synth, di sample e ricordi di quello che si è visto. E infine, un sogno del genere non poteva non chiudersi con un pezzo caotico come "Brasilia", con la voce di Giorgio Tuma che si perde tra colori e campanelli, proprio quello che ti serve per andare avanti un altro anno, davanti al tuo computer, con sul desktop una di quelle cartoline di cattivo gusto con la spiaggia, un aperitivo e una ragazza degli anni Novanta che sorride con il suo bikini ascellare.

Il viaggio dentro "Night Safari" è durato una pausa pranzo, dovrei tornare alla realtà, alle mail e al lavoro, ma qui -ora e adesso- pare siano le 5 di mattina e nessuno vuole andare a casa.

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La recensione Night Safari di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2014-10-13 00:00:00

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