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album Gonna Florilegio

Florilegio Gonna

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Artist First 2021 - Cantautoriale, Psichedelia, Pop rock

Tracklist

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Descrizione a cura della band

Gonna è una canzone dentro una canzone.
Sono due linee che si intersecano e confluiscono, coesistono.
Gonna è una favola.
Gonna è un azzardo.
Gonna è troppo lunga.
Gonna probabilmente l’odierete o l’amerete.
Gonna vi sembrerà strana.
Gonna sono le voci del mio mondo che si contraddicono continuamente.
Gonna all’apparenza è un singolo estivo.
Gonna l’ho scritto ormai diverso tempo fa, nell’estate del 2017, non ricordo precisamente quando ma ne ha fatta tanta di strada con me. È cambiata molto nel tempo, è cresciuta ed ha subito mutazioni. È un brano lungo e particolare, lo definirei quasi teatrale in un certo senso. Sono due parti di me che si contraddicono, dialogano. Non a caso è un po’ come se fossero due canzoni, in una. Proprio per questo ho avuto molti ripensamenti se farla uscire o meno. Può sembrare un brano frivolo, estivo all’apparenza, ma se lo ascolti fino alla fine ti sorprenderà. In realtà giocando con le immagini, parlo dei miei disagi e di un periodo in cui mi sentivo estremamente confuso nella mia vita, un momento di passaggio, come la canzone un po’ favola e po’ delirio. Gonna è la carta che tenevo nascosta che rappresenta il mio passato.
L’estate è il periodo che odio di più di tutto l’anno. Non sopporto il caldo, il sudore, il sole, le spiagge affollate, il mare sporco, tutto ciò mi mette un’estrema ansia e mal di vivere. Ogni estate sento l’esigenza di scappare, correre più lontano possibile, rifugiarmi chissà dove. Quando però non posso preparare uno zaino, prendere un treno e partire, mi isolo il più possibile dalla società e mi rifugio nei miei mondi. Gonna è un insieme di suggestioni di un luglio lontano in cui non mi sentivo per niente bene. Non riuscivo a trovare il mio posto, la mia espiazione. Mi sentivo imbottigliato in un barattolo senza data di scadenza. Mi sentivo un pesce che ha visto, scoperto e assaggiato l’oceano ma catturato e costretto a vivere in un acquario in cui si sente stretto ed in cui non si sente a casa. La ricerca costante di un mio posto, dove poter stare tranquillo, dove sentirmi bene, a casa, in cui potermi liberare di tutto, in cui spogliarmi, in cui gridare tutto quello che ho dentro, caratterizza un po' questa canzone allucinata che possiamo veramente definire un atipico singolo estivo. La confusione, l’incertezza sul futuro, le strade piene di buche e bivi da scegliere tipiche dei vent’anni. Questo è un po' il cuore di questo brano particolare, denso di parole e di immagini stralunate e un po' magiche. In questa canzone che è la carta che rappresenta il mio (IO) passato ci sono anche diversi riferimenti letterari più o meno espliciti. Chiari i rimandi alle storie di Lewis Carroll che si mescolano ad i miei deliri in cui divento un una specie Orlando moderno che cerca d’arrivare alla luna per recuperare il senno perduto.

Credits

Florilegio – Gonna

Testo e Musica di Matteo Polonara
Produzione di Pierpaolo Ovarini
Voce e Chitarra: Matteo Polonara
Chitarre: Davide Ballanti
Basso: Samuele Brunori
Batteria: Alessandro Della Lunga

Rec, Mix e Master: Stefano Luciani - Nufabric Basement (Fermo)
Edizioni Kobayashi
Conza Press
Artwork: Reg Mastice

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