Tracklist

Descrizione

Con Ti amo ti odio e Sette vite io vorrei continua l’impegno per una canzone che dia la massima importanza alla qualità del testo, seguendo quella tendenza verso una "canzone d'autore" estrema per i temi trattati e la maniera di presentarli, che si era già delineata nei precedenti lavori della raccolta Canzonepoesia e successivamente nelle canzoni Vado via, Se il mondo finisse domani e Siamo ancora noi. Si tratta di una produzione impegnativa con la collaborazione di Marco Strano (autore di numerosi CD per varie case discografiche, tra cui segnaliamo Velut Luna di Marco Lincetto) per l’orchestrazione e l’arrangiamento e l’apporto di una serie di noti interpreti del jazz italiano, tra cui lo stesso Strano al sax, Alessandro Mozzi al piano, Marco Campigotto alla batteria e Giorgio Panagin al basso. Le musiche sono di Sandro Saccocci, che divide sempre la sua attività tra quella di artista visivo e quella di compositore.
La grande novità di questi ultimi due lavori è la scoperta della voce di Gianluca Amore, cantante dalla grande estensione vocale e dallo stile personale e moderno. Mentre la scontata conferma è quella di Paola Casula, nota performer vocale dallo stile soul-jazz (anch’essa con vari CD all’attivo), che qui si esibisce in un trascinante duetto con Amore nella canzone Ti amo ti odio.

Sette vite io vorrei è un raro blues in italiano dal testo diretto, scarno, senza improbabili rime, che è uno dei migliori esempi di un certo modo di scrivere una canzone. Una canzone nuda, diretta, vera ma anche sincera, che non ha paura di dire le parole che non si vogliono sentire. La composizione parte con una terna di riferimenti a padre-donna-figlio, che si stemperano nell’intermezzo del gatto, per poi finire in un incalzante conto alla rovescia dalle (supposte) sette vite del gatto alla sola vita disponibile all’uomo. Un tentativo finale di riscoprire il valore semantico della parola rendendo poetici anche i numeri, cantando i numeri. Citiamo qui alcuni dei versi più significativi: Voglio una quarta vita / per urlare a mio figlio / che l’odio è anche / una forma d’amore / l’unico disperato amore / che è rimasto al nostro tempo

In Ti amo ti odio (nota 1) invece l’amore è visto come invasione di se stessi da parte dell’altro. Il protagonista parla de il tuo cuore che batte nel mio petto e de il tuo respiro che esce dalla mia bocca per cui ama la donna (l’uomo) per quello che è ma anche la(lo) odia perché si sente trasformato(a) da lei(lui) in qualcosa di diverso, di quasi mostruoso, in due respiri e una bocca due battiti e un cuore. Canzone dai toni psicoanalitici, se pensiamo anche ai versi giù per le scale, giù nel buio, nell’acqua...giù sciolti nell’acqua. Alla fine lui non è più lui e lei non è più lei ma sono diventati un’entità sola, ioete, che nel testo giustamente viene scritto senza spazi. A un primo superficiale livello si potrebbe considerare una classica canzone d’amore melodica ma poi la situazione si complica quando si comincia a cantare Ma io mi amo? Ma io mi odio?…

Come si svilupperà questo lavoro? Dove andrà a finire? Nessuno lo sa (il futuro è sempre incerto...), ma ricordatevi che alla base di queste composizioni sta l’idea che creare artisticamente è come vivere la vita stessa, ma in una forma in un certo senso trasfigurata. Come è stato scritto in un recente articolo (nota 2): "Perché si scrive? Si scrive per vivere", ma potremmo anche dire “Perché si vive? Si vive per scrivere”

J. H.




Note:
1- Citiamo qui un divertente post sulla pagina facebook di Olmeda:
I significati sono molto diversi e anche gli autori... Sapete a chi corrispondono le varie citazioni? Guardate la buffa serie di foto con Catullo, Paolo Meneguzzi, Marco Mengoni, Mina, Anacreonte e… Piero Olmeda
1) "Ti odio poi ti amo poi ti amo"
2) "Ti odio ti amo Ma io mi odio? Ma io mi amo?"
3) "E odio e ti amo e poi amo e ti odio"
4) "Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile"
5) Ti odio ti odio non c'è via d'uscita"
6) "Amo e non amo
rif. https://www.facebook.com/pieroolmeda/posts/1119839631485713

2- http://pieroolmeda.blogspot.it/2015/11/perche-si-scrive-si-scrive-per-vivere.html

Credits

Gianluca Amore - voce
Paola Casula - voce
Sandro Saccocci (con Marco Strano) - musica
Piero Olmeda - testo
Marco Strano - sax e arrangiamento
Alessandro Mozzi - piano
Marco Campigotto - batteria
Giorgio Panagin - basso e contrabbasso

Registrata con il supporto tecnico di Luca Panebianco presso il Pink Sound Studio - Studio di Registrazione Padova

Commenti

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