Arezzo Wave 2004: come sempre...

23/07/2004 di



E' bello trovare ancora la voglia di rotolarsi su un prato a rastrellare fili d'erba e gomme americane, mentre in lontananza l'ennesima band di cui nessuno mai ricorderà l'esistenza trasforma in un pezzo indimenticabile di vita il suo quarto d'ora su un palco. Certo, le ossa cominciamo a scricchiolare insieme ai pensieri, ma occasioni come questa ti aiutano a far trascorrere il tempo diventando anziano senza essere necessariamente vecchio. Arezzo Wave ha il dono di rimettere in fila tanti dettagli che durante l'anno si sparpagliano, dando nuovamente la misura a cose che solitamente sbiadiscono nella gran rottura di coglioni quotidiana.

Una settimana assolata e chiassosa, per mettere da parte ogni professione e starsene in mezzo alla gente, spalla a spalla. Persone e personaggi in allegra vicinanza, per scoprire di avere ancora l'imbarazzo di guardare le ragazze che cercano baci e ritrovarsi a comprare le solite bolle di sapone da un punkabbestia in cerca di spiccioli. I giorni aretini sono momenti da coccolare, perchè regalano piccoli frammenti di serenità da usare come grimaldello per scardinare la resistenza dei giorni a venire. Non è la Musica, ma tutto quello che le rimbalza attorno, perchè ad Arezzo Wave puoi stare come ti pare. Sdraiato o in piedi. Distratto o interessato. Accanito o svogliato. Divertente o divertito.

Puoi girarti e rigirarti, cercando moquette notturne o ulivi pomeridiani, leggere Bukowsky o sfogliare il calciomercato, abbandonarti al silenzio o rincorrere una vecchia canzone inaspettata, dormire abbracciato alle zanzare o trasformarti nel fantasma di un convento, appassionarti ai concerti o ignorarli come un rumore di fondo. Poco importa quel che decidi di fare, l'unica cosa importante è che ad Arezzo Wave si sta bene, ma proprio tanto. Anche quest'anno noi ci siamo stati, una settimana o quasi, e in quei giorni sconclusionati, Fiz e Teoremitti hanno scarabocchiato pagine di quaderno con pensieri e colori di matita stemperata.

Se siete stati ad Arezzo Wave, magari riconoscerete tanti dettagli che avete ancora appiccicati addosso. Se non siete mai stati ad Arezzo Wave, usate questi due racconti come un pretesto per andarci il prossimo anno.

Passate a salutarci. Tanto ci trovate sempre lì, sul prato. Contenti.

>AREZZO WAVE 2004 : Il racconto di Fiz

>AREZZO WAVE 2004 : Il racconto di Teoremitti

foto a cura della graziosa alice pedroletti



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