Baci dalla provincia: Padova vista da Alessandro Grazian Rubrica

Alessandro Grazian ci racconta Padova (e la sua provincia)Alessandro Grazian ci racconta Padova (e la sua provincia)
11/03/2015 di

Come sono le piccole realtà di provincia o le città italiane poco famose, viste dagli occhi dei musicisti che ci abitano o che ci sono cresciuti? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro, che per una volta, invece di suonare diventano guide turistiche piuttosto particolari. La prima puntata parla di Padova, vista dagli occhi e dai ricordi di Alessandro Grazian.

 

Qual è il luogo della tua città da visitare assolutamente?
Prato Della Valle.

In quale posto si mangia meglio?
Non sono un esperto di cibo. Consiglio però di assaggiare almeno una volta uno dei tramezzini caldi che potete trovare in Piazza delle Erbe assieme ad uno spritz.

Qual è la storia o leggenda metropolitana più assurda che si racconta nella tua zona?
Ce ne sarebbero un bel po’ di storie legate alla città (per il mondo universitario, per i personaggi illustri che ci sono passati come Giotto e Galileo o per il fatto che c’è il Santo)... Ricordo che da ragazzino mi raccontarono che sotto ad un palco in cui avevo fatto un concertino con degli amici erano nascoste le armi di Felice Maniero e della Mala Del Brenta. Una leggenda nata forse dalle proporzioni del palco che era un po’ rialzato. La cosa mi impressionò abbastanza all’epoca. Parlo di almeno 20 anni fa. Chissà se era vero?

Descrivi in tre parole la gente del posto 
Spritz, Piazza, Ciàcoe. 

In quale negozio di dischi ti sei fatto una cultura musicale?
Il 23 dischi.

Cosa fai il sabato sera?
I sabato sera che ho trascorso a Padova negli ultimi anni hanno a che fare con concerti o relax (e quindi occasione di rivedere amici o famiglia). Negli anni 90 e nei primi del 2000 se non c’erano concerti trascorrevo i sabati sera dal mitico Mirko Buso.

Dove si ascolta / ascoltava la musica dal vivo?
Da ragazzo nella metà degli anni 90 mi sono formato soprattutto andando al Centro Sociale Pedro e poi al Circolo Banale (fino alla sua chiusura poco dopo la metà degli anni zero). D’estate non può mancare lo Sherwood Festival.

Dove hanno la sala prove le band del posto?
Ora non saprei ma da ragazzo ho provato ovunque. Sotto il centro parrocchiale, nei garage di amici, nei salotti occupati e per tutta un’estate addirittura all’aperto sotto un tendone in mezzo ad un campo di grano. L’unico posto attrezzato come vera sala prove di cui ricordo vagamente qualcosa credo si chiamasse "Spazio Musica" ad Altichiero, parlo del ‘94. Andavo a provarci in bici con la chitarra elettrica incastrata dentro lo zaino Invicta con il manico che spuntava fuori! Incredibile a pensarci oggi. Prima di trasferirmi a Milano ho fatto qualche prova al "True Colour Studio" a due passi dal centro.

Quale band è diventata punto di riferimento per gruppi locali?
Quand'ero al primo anno di liceo ricordo che tra noi ragazzini si andava pazzi per i Frutteti Riarsi. Forse se ho cominciato a suonare lo devo a loro! Uno dei gruppi che si è affermato negli anni sono chiaramente i Jennifer Gentle di Marco Fasolo, spero siano loro il punto di riferimento delle nuove generazioni!

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