Dalla 50 alla 41

13/12/2010

Continua la classifica delle più belle canzoni italiane del 2010. In ascolto e raccontate da: Alessandra Perongini (AP), Fausto Murizzi (FM), Filippo Papetti (FP), Sandro Giorello (SG), Stefano 'Acty' Rocco (Acty), Stefano Fanti (SF), Stefano 'Fiz' Bottura (Fiz). Le illustrazioni sono di Stefania Lusini.



50. Uochi toki
"Mi basta udire voci lontane per sentirmi a casa ovunque"
Perchè si presentano come sfigati, misogeni e musoni. Ma poi stupiscono per come dispongono i dettagli, per l'ironia (si, perchè gli Uochi Toki sanno essere divertenti), per i sentimenti (si, ce li hanno anche loro). E anche una chiacchierata al telefono può diventare un grande pezzo. // SG


49. Denise
"Burning Flames"
Denise ha il grande merito di saper scrivere canzoni dolcissime senza per forza dover eccedere in smancerie. "Burning flames" é il perfetto punto di incontro tra la dolcezza e la ruffianeria, e proprio per questo é stato il primo singolo estratto da "Dodo, do!". Fatevi cullare! // FM


48. Vessel
"Memento list"
Certo quest'anno vanno di moda gli elenchi. Eccoli qui allora i benedetti/maledetti anni '90 in tutta la loro decadenza, speranza e splendore. Un po' di nostalgia, una buona memoria, un po' di Velvet Underground, frullare, servire con cura: nel bicchiere la "giovinezza che fu" di molti utenti Rockit. Magico e catartico insieme. // Fiz


47. Selton
"Anima leggera"
Fuori dalle mode, fuori dalle tendenze, gli italo-brasiliani usano il calore del sudamerica come scintilla per compiere il miracolo di coniugare la musica leggera italiana anni sessanta con le melodie dei Beatles e i coretti dei Beach Boys. "Anima leggera" è il pop più pop del pop del 2010. Deliziosa. // Acty


46. The Perris
"SDC"
Sirene in acido che ballano nel fango, marinai ubriachi che giocano a poker sul ponte mentre la nave affonda nel porto. I Blonde Redhead senza i grattacieli, anzi nati e cresciuti in provincia in mezzo alle porcilaie. Cioè: noia sudore nevrosi esterofilia obbligata e salvifica. La giovin Emilia brucia e i The Perris sono la sorpresa che ti rapisce il cuore. // Fiz


45. Drink To Me
"David's hole"
Un pezzo che sembra fatto dagli Oneida convertiti al pop, un ritornello freschissimo che entra nelle orecchie e non ne esce per mesi. I Drink To Me con l'ultimo album hanno dimostrato di essere veramente un gruppo valido e internazionale, e David's Hole ne è una delle migliori conferme. // AP


44. Zeus!
"Grindmaster flesh"
Un vortice spastico che travolge (e dilania) tutto ciò che incontra. Tempi pazzeschi e relativo dovere di headbanging che più esaltato non si può. Una scheggia impazzita nella pioggia di legno tagliente ed infuocato che è l'esordio degli Zeus!. La canzone per il funerale di Zio Fester. // SF


43. Jovanotti
"Baciami ancora"
Perchè Lorenzo a scrivere queste canzoni è il numero uno. Perchè quando sei innamorato te ne sbatti i coglioni di essere banale, delle stronzate da critico musicale, dei talebanini del giusto e dello sbagliato in musica, dei blablabla. Perchè l'amore pensato è un bacio non dato e l'unica cosa che vuoi è un bacio ancora uno baciami ancora. tu. // Fiz


42. Ardecore
"Per quella lei ci muore"
Valeva la pena emanciparsi dalle canzoni popolari romane (sempre riarrangiate ottimamente, sia chiaro)."Per Quella Lei Ci Muore" è uno dei loro migliori inediti. E' mossa da un fuoco incontrollabile: una storia d'amore appassita che poi diventa tormento, claustrofobia, tristezza, e che muore in circostanze inspiegabili. Epica. // SG


41. Beatrice Antolini
"Piece of moon"
La traccia d'apertura di uno dei dischi in assoluto più controversi e dibattuti dell'anno, perlomeno qui su Rockit. Lei è una di talento, che per di più è bella, carismatica, furba e determinata, in pratica una che è fin troppo facile odiare. "Piece of moon" riflette tutto questo, ma nella sua natura duplice ed obliqua, ammalia. // FP


Continua: dalla 40 alla 31



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