Subsonica - Filaforum - Milano Live report, 18/04/2003

11/05/2003 di Roberto Briozzo



Un concerto dei Subsonica è un non-luogo in cui non sorprende vedere magliette degli Ska-P e darkettoni, militanza e nichilismo, progressisti della chetamina e reazionari armati di chiloum agitati con forza in un shaker e ri-gettati (funziona anche senza trattino) sotto il palco a pogare, liberi tutti. Il gruppo è ormai pressoché perfetto e i 12.000 [?] del Filaforum sono stati tutti soddisfatti: chi ama il crossover, chi balla drum’n’bass, chi muove il collo in discoteca, chi si sente impegnato e chi non si impegna a sentire nulla al di fuori di un palinsesto radio-televisivo, chi fa le sfilate di moda agli happy hour trendy o chi si aggrappa a quel poco di ritmo in levare che è rimasto in eredità a Max Casacci dal suo precedente [ormai remoto] gruppo. Bravura, strategia di mercato, terno al lotto; bravura per aver creato un vasto sottoinsieme di pubblico eterogeneo, coinvolgendo ascoltatori dei generi musicali più diversi. Il fenomeno-Subsonica ora celebra sé stesso con la tournèe di un cd dal vivo che ha sancito il loro primato di gruppo italiano più seguito. I Subsonica sono in cima alla vetta, possono permettersi di uscire con un singolo piuttosto “pesante” [nel senso di hard-pop] o di eseguire dal vivo musiche di Morricone, non sbagliano un colpo perché sono definitivamente credibili; nella loro scaletta è sempre piuttosto alta la percentuale di brani non recenti, malgrado questo l’età media di chi li elegge a propri beniamini si abbassa inevitabilmente e, ancora, malgrado ciò, il gruppo sceglie di trasmettere durante il concerto il monologo-chiave di G. M. Volontè nelle “Indagini di un cittadino al di sopra di ogni sospetto” [esplicito riferimento a chi sappiamo noi?], o di lanciare invettive contro la guerra in corso. In sintesi: suonano bene [e molto], sono discretamente profondi [almeno più della media della musica pop italiana contemporanea], sono bellocci e sono divertenti. E, cosa molto importante, sono veramente poco maudit. Da che parte sto, allora? Mi piacciono o no? Sono sulla vetta, dicevo, e si stanno godendo la vista. Bene, sono giovani, non c’è fretta. La mossa successiva potrebbe essere quella di mettersi un po’ in gioco, slegarsi dai vincoli della riproduzione fedele delle canzoni tale e quale al cd, divertirsi con l’elettronica remixando in concerto i brani, per esempio: è un gioco alla loro portata. I Subsonica sono riusciti a coinvolgere un ampio raggio di “utenza musicale”: se restano fedeli alla loro estrazione culturale [azzardo: e se si dimostrano latori di qualche valore sociale e civile] possono ora provare a elevare la capacità critica del palato, ora onnivoro, dei loro seguaci.



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