Verdena - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - Torino Live report, 14/11/2002

26/11/2002 di Christian Amadeo



Dopo il successo ottenuto al Leoncavallo di Milano qualche mese fa, anche Torino ha avuto l’onore di ospitare lo spettacolo multimediale allestito dai Verdena e dagli Eggs Invaders. Un connubio vincente in fatto di impatto visivo-sonoro: mentre il rock grunge-acido-psichedelico del terzetto (che dal vivo diventa quartetto con l’aggiunta di un tastierista) bergamasco bombarda i presenti, vengono proiettate le immagini sul fondo e sui lati del locale scelto per la performance. Un locale di quelli ‘alternativi’, nel senso che normalmente ospita mostre di arti varie e che solo in questa speciale occasione è stato attrezzato a sala-concerto-visione. Un corridoio stretto e lungo, con schermo frontale che alterna, e a volte sovrappone, immagini create dagli Eggs Invaders alle ombre dei musicisti che suonano dietro il telo.

Ai due lati del corridoio altre immagini. Dei Verdena si vedono solo le ombre. Ma la musica si sente, eccome. Sembra di tornare indietro nel tempo, fino alla psichedelia degli anni Sessanta, quando grazie ai ‘viaggi’ affrontati da giochi di luce, immagini ed una musica ipnotica, estenuante, trascinata, ci si lasciava abbandonare, trasportare senza poi curarsi tanto della qualità, dell’aspetto tecnico e quant’altro ti portava ad assumere un atteggiamento critico verso ciò che arrivava dal palco. Così succede nel concerto dei Verdena non è poi così importante: conta il risultato finale, almeno in questa occasione speciale. E’ chiaro che comunque tutto il progetto di questo spettacolo multimediale ruota intorno al loro ultimo disco “Solo un grande sasso”, le cui songs dalla vasta apertura musicale si adattano perfettamente a dilatazioni sonore prettamente psichedeliche. In tutto, un’ora di potenza sonora e di allucinazini visive, che hanno alimentato il nostro piacere nell’abbandonarci con i sensi allo spettacolo, per una volta senza far troppo girare le rotelline del cervello per svolgere un compito critico. Stesso atteggiamento adottato da tutti i presenti, compresi Samuel dei Subsonica e Mao, anche loro soddisfatti del risultato ottenuto da questo connubio artistico in quel di Torino.



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