Fabri Fibra - New Demodè - Bari Live report, 11/05/2008

21/05/2008 di

(Il pubblico di Fabri Fibra - Foto da internet)

Sul palco Fabri Fibra, sotto un folto pubblico di quindicenni. Sono cose che succedono quando un artista scala le classifiche e si allontana dal sottobosco da cui è venuto. Per lui - di certo - è un bene. Il rapper di Senigallia ha suonato a Bari, Michele 'Wad' Caporosso racconta.



Mi sono visto il pop in faccia. Quando ascolti i due dischi major di Fibra non pensi che il pubblico possa essere così brufoloso e under 17. E invece. Bambini invadono il New Demodè di Bari. Qualche over-20 non spiazza l’atmosfera palloso-adolescenziale cominciata dal pomeriggio. Che poi arrivò Vacca e ci dicemmo due cose profumate di ganja e vabè. Insomma si arriva al dj set del subito-prima e alla gente gliene frega meno di zero dei pezzi hip hop-mainstream che il dj sta suonando. Preciso: niente di ricercato, cose di 50 cent, Lil John, robette molto conosciute. Molto più di Fibra. Ma il dj viene inondato di fischi e bottigliette in testa provenienti dalla totale inconsapevolezza del genere di musica per cui hanno pagato quasi 20 euro. Per farla breve 10 minuti dopo Fibra sul palco dirà: "A qualcuno piace l’hip hop"? E tutto il pubblico all’unisono urla a squarciagola, come gli avesse chiesto ‘vi piacciono i pompini?’, un “Si” gigante quanto la stessa cazzata che stavano dicendo in quel momento. Fibra non ha vomitato sul palco. Non ha detto cose pazzesche. Né geniali. Non ha fatto riferimenti politici. Non ha pogato. Non ha nemmeno più di tanto saltato. Non ha fatto quelle cose punk che potrebbe aver fatto in passato. Il tour di “Bugiardo” riconferma la squadra con Vacca e Fish. Fatto fuori invece il fratellino Nesli. Ottima crew da palco, livello di fattanza molto alto, Big Fish che è dimagrito per cui da oggi Lil’ Fish, e buon rap. Perché amici miei Fibra, sarà stonato, sfigato, frustrato, ma è un ottimo comunicatore in rima. Il live è molto buono. Il motivo per cui sotto quel palco a cantare le sue hit parola-per-parola io abbia visto gente di cui sopra non so spiegarmelo. Io non ci vado quasi mai ai concerti pop. Se Fibra non c’entra più nulla con l’hip hop è per colpa del suo pubblico. Che però a lui ovviamente gli fa molto bene. Locale pieno, gente movimentata che paga il prezzo intero e tutti felici. Era un Hilton l’albergo in cui avrei dovuto raggiungerli dopo il concerto. Ma non saprei quanto parlare ad un pubblico così di storielle tipo Carlo Giuliani, dell’ipocrisia nella società, antidivismo o di tutti gli altri temi antropologici del rapper di Senigallia, abbia un senso. Visto che la gente conosce le parole dei testi, ma ignora il contenuto. Figurati che "Vaffanculo scemo" (dal precedente disco) è il leit motiv più urlato nelle pause. Non gliene frega un cazzo a questa gente della musica. Sanno che Fibra esiste perché qualcuno gliel’ha messo in faccia. E dissero di fargli "Applausi". E, da buoni burattini, hanno imparato. E pagano, accompagnati dai genitori, per vederselo. E non sto a raccontarvi le scene interfamigliari assurde che sfilavano in zona transenna. Fibra non merita questo pubblico così come l’Italia non merita il neo-fascismo. Ma difficilmente si ammetterà una cosa così. E non fatemi le lagne che questa è la nu generation da istruire. Questa gente è totalmente disinteressata. Capite? Se vogliamo farne un motivo esclusivamente di business allora ok. Ma se l’unico uomo in Italia ad usare la tecnica del rap per dire cose intelligenti e semplici, si ritrova a parlare con gente che ha bisogno di sentirsi dire "quanti ragazzi ci sono?" Risposta: "ooooooh". "E quante ragazze ci sono?" Risposta: "aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah" allora ci siam capiti: il pubblico sta decidendo la musica. Anche di Fibra. Che è caduto nella trappola del teen-pop. Che semmai dovesse sbagliare un colpo sarebbe un fallito totale. Che chiude il concerto suonando il pezzone feat Alborosie e salutando tutti con un “Io sono come voi”. Ma adesso fa benissimo a far finta di divertirsi. Come me quando un amico-dj dietro il palco indicandomi un bambino di 8-9 anni, vestito come Vanilla Ice negli anni 90, mi fa: guarda quello, a 10 anni va ancora a ‘sti concerti.



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