Yuppie Flu - La Palma Club - Roma Live report, 13/03/2003

26/03/2003 di Marco Daretti



A distanza di più di due anni, gli Yuppie Flu tornano nella capitale, stavolta per presentare il loro nuovo album "Days before the day", uscito da un paio di settimane e subito acclamato dalla critica tutta (ancora troppo presto, invece, per sapere quale sarà la risposta dei consumatori di musica). Possiamo però ragionevolmente sperare che il disco avrà un buon successo anche dal punto di vista commerciale se guardiamo il pubblico di questa sera alla Palma: una presenza numerosa, sentita e partecipe.

A salire per primi sul palco sono però i romani Blueprint, fautori di un post-rock senza troppe asperità, virato spesso verso una psichedelia gentile sebbene rinvigorita di tanto in tanto da piccole esplosioni soniche. Buona prestazione la loro, ma decisamente troppo lunga (un'ora di concerto) per essere un set di supporto. Poi, finalmente, a mezzanotte passata, gli anconetani prendono possesso della scena e fanno capire immediatamente di essere in gran forma. Matteo Agostinelli e soci quest'oggi accantonano in parte il loro passato pavementiano (nessuna canzone da "Automatic but static" viene infatti eseguita, ma in compenso Gabbro indossa con stile una t-shirt di “Wowee Zowee”...), ma si dà invece ampio spazio alle fresche composizioni del nuovo lavoro.

Si parte con "Food for the ants", somma grazia di indie-pop contemporaneo con i suoi delicati inserti elettronici e le chitarrine lo-fi ‘sporcate’ al punto giusto. E mentre l’ascolto penso ai Notwist. A metà del set gli Yuppie Flu sparano, una appresso all'altra, alcune delle migliori cartucce del loro ultimo album: "I feel lucky", "All that shines" e quella "Silverdeer" che con la sua maestosa epicità trasognata farebbe la sua gran bella figura anche in un disco dei Mercury Rev. Il concerto scivola via con compatta leggerezza, coinvolgendo gli spettatori sia nei momenti più rilassati - dilatandone le percezioni uditive - sia nei momenti un po' più sostenuti, come quando le prime file, sollecitate dal bassista Chiello, accennano una (timida) danza sulle note di quella stuzzicante electro-bossa che risponde al nome di "Boat or swim" (altro storico ‘cavallo di battaglia’ dei Nostri).

La sicura padronanza con cui gli Yuppies hanno suonato, la qualità tecnica dell’esecuzione, la determinazione e la convinzione che trasparivano dai loro volti (e Matteo sudatissimo come sempre!) mi hanno fatto pensare che è un gran bene per la nostra musica che questo sia un gruppo italiano ‘da esportazione’: almeno all’estero forse ci identificheranno sempre meno con quella paccottiglia mainstream-pop che ogni tanto deborda turpemente dai nostri confini. Puntiamo dunque sugli Yuppie Flu, i quali hanno tutte le carte in regola per conquistare una volta per tutte l'Europa indipendente.



La scaletta:

- Food for the ants
- Spring to downcomers
- Kids up a house tree
- Female scientists
- I feel lucky
- All that shines
- Silverdeer
- Boat or swim
- Dreamed frontier
- Eyes of dazzling bright
- Blue experiment
- Ambassadors
- Drained by diamonds
- Order the player off the field
- Sport yer feelings

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