I testi in anteprima di "Lacrima/Pantera" di The Death Of Anna Karina

02/02/2011

Uscirà a marzo il nuovo atteso album dei The Death of Anna Karina, "Lacrima/Pantera". Ecco i testi.



Gli errori. E di fronte a noi il nulla

Lo confesso: io non ho nessuna speranza
i ciechi parlano di una via d'uscita, io ci vedo.
Quando gli errori sono esauriti siede come ultimo compagno di fronte a noi, il nulla.
(da Il postero, Bertold Brecht)
Ma il bello comincia proprio da questo nulla
ad un certo punto gli errori dovrebbero esaurirsi
invece non lo fanno

Perché non è possibile STABILIRE
Quando un errore
Quando un ERRORE

Che da altri può essere considerato tale, possa toccarci
siamo ormai convinti che tutto si possa riparare, e che le cose non finiscano
Fino al punto in cui ne siamo impermeabili
MA NON è VERO – NON è VERO

E anche nell'amicizia, come nella guerra, occorre rimanere soli fino in fondo
E anche nell'amicizia, come nella guerra, occorre rimanere soli fino in fondo
per poter vedere meglio dei ciechi

Quando non abbiamo più nessuna scelta
allora verrà
la scelta?
Quando non abbiamo più nessuna scelta
allora verrà
allora verrà LA SCELTA?
allora verrà
allora verrà la scelta?

Sparate sempre prima di strisciare

NO, noi passeremo il fiume
e ci riposeremo all'ombra di quegli alberi
è là che noi abbiamo acquisito questa durezza
che ci ha accompagnati
per tutti giorni della nostra vita
e che ha permesso a parecchi di noi
di essere in guerra con la terra intera
a cuor leggero
ESSERE IN GUERRA CON LA TERRA INTERA
ESSERE IN GUERRA A CUOR LEGGERO
ESSERE IN GUERRA CON LA TERRA INTERA
ESSERE IN GUERRA A CUOR LEGGERO

E quanto a me in particolare
io suppongo che sia a partire
dalle circostanze di quel momento
che ho poi seguito molto naturalmente
il concatenarsi
di tante violenze
e tante rotture
in cui molti di noi furono trattati così male
e tutti questi anni passati
avendo sempre, per così dire
il coltello alla mano
avendo sempre, per così dire
Il coltello alla mano

NON ESISTEVA NIENTE- NIENTE
LA SOLA CAUSA CHE ABBIAMO SOSTENUTO
E QUELLA CHE NOI STESSI
ABBIAMO DOVUTO DEFINIRE E CONDURRE
E NON ESISTEVA NIENTE

Quello che non c'è

La mattina era iniziata coi ricordi violenti della notte precedente
Dormire era solo trascinarsi dietro la fatica
di averlo già fatto troppe volte
ma non ci sono molte alternative
quando non vuoi cambiare le cose
Ho visto quello che non c'è non ho creduto a niente
Così rimasto solo e inutile
E tu di spalle immobile
Era rimasta aperta la porta da minuti urlavi
Ho visto quello che non c'è non ho creduto a niente
Così rimasto solo e inutile
E tu di spalle immobile
Poi si era chiusa la porta
da minuti silenzio
Non ci sarebbe stato un modo di fermarlo
Non c'era un modo di fermarti
E NON HAI RISO UN'ALTRA VOLTA
e/non/hai/riso un'altra volta
e/non/hai/riso un'altra volta
e/non/hai/riso un'altra volta
e/non/hai/riso un'altra volta
e/non/hai/riso un'altra volta
e/non/hai/riso un'altra volta ancora
e/non/hai/riso un'altra volta
e/non/hai/riso un'altra volta ANCORA
In quel momento ero dietro di te e vedevo
in quel momento ero dietro di te
una spalla e una costola
In quel momento ero dietro di te e vedevo una spalla e le tue costole
nel giorno… quel giorno infinito
quel giorno che piovve per sempre.

Dissoluzione

Stringere in pugno dolore consunto malato di sete
nell'ora dei sordi non tonfi non sordi di sale
RAGIONE
ritorta al semplice viso scarnato di un urlo cancello
il mio solo prodigio l'avere pensiero di morte di cose
NON VIVE NON VITA

E ancora sentire
E ancora la voce
E ancora le schegge
E ancora quel legno che passa dal grigio a quel marcio marrone
che crudo ti passa di chiodi
inchiodata la schiena

CRUDO PASSA CHIODI INCHIODATA LA SCHIENA
per voi maledetti la fine
la fine, la fine
per voi maledetti sarà LA FINE

Non sarà deflagrante passione sopita
nel mare nel sole la dissoluzione
la fine, la fine
nel mare nel sole la dissoluzione

LA FINE LA FINE LA FINE
dissolvente di ghiaccio il morirsi di noi addosso di pietra
E VOI MALEDETTI E VOI
solo i vostri cadaveri uccisi vedrete morire
solo i vostri cadaveri uccisi vedrete morire
E VOI MALEDETTI SOLO I VOSTRI CADAVERI UCCISI

Inabilmente

Ora che ho visto risplendere il mattino
di schegge
di grigi
Ora che sento da terra, sussulti
e le grida
Ed umido il mio viso restituisce
la smorfia dell'erba

Violenza anche il solo sospiro, violenza anche il solo sospiro
di te lentamente ed in abilmente
Violenza anche il solo sospiro, violenza anche il solo sospiro
di te lentamente, ed in abilmente
aritmie in dono ultimo e primo
A noi, anche a noi
Al tuo stomaco nudo
rivolto, rivolto

A noi, anche a noi
A noi, anche a noi
A noi…

ARITMIE in dono ultimo e primo, ARITMIE in dono ultimo e primo
IL TUO STOMACO NUDO RIVOLTO ALLA LAMA
IL TUO STOMACO NUDO RIVOLTO ALLA LAMA

Inevitabile il collo sconfina la schiena
e non vederti è banchettare senza stomaco
Spostare gli sguardi e gli abbracci

RIAVRO' IL MIO PERDERE GLI OCCHI, IO LO RIAVRO'
RIAVRO' IL MIO PERDERE GLI OCCHI
CHE NEMMENO MI HAI MOSSO ALLA LUCE
ARITMIE IN DONO ULTIMO E PRIMO
Ma è il tuo stomaco nudo che è rivolto alla lama
Il tuo stomaco nudo è rivolto alla lama

Anticipazione della notte

Se oggi ognuno ha il suo inferno
ho preso il tuo ora ricrediti

Se il giorno muore come tanti
ho preso il tuo ora recidilo

Se non è stato altro che sangue
il nostro è stretto a noi attoniti

Ancora ognuno ha il suo inferno
e lo terrà fino alla fine ormai

Anticipazione della notte
il primo buio è a solchi vividi
Anticipazione della notte
Lo sguardo a terra e senza occhi sai

Non passerà più il tuo inferno
lo lasceremo tra il futuro e noi
Se il giorno ci riprende svegli
riversi noi lo rivedremo qui

Anticipazione della notte
la prima luce ha tracce solide
Anticipazione della notte
Sono i tuoi occhi a dirci tutto ormai

Ancora ognuno ha il suo inferno
e lo terrà fino alla fine ormai

Un'ultima volta

(da Samuel Beckett, Enueg I)
Le ore dopo la tua partenza sono così plumbee
cominciano sempre troppo presto a trascinare
i rampini a artigliare il letto della mancanza
Svellendo le ossa
i vecchi amori
di occhi come i tuoi
Orbite già riempite
di occhi COME I TUOI
Svellendo LE OSSA
Tutto è sempre meglio troppo presto che mai
il nero spruzzato
il nero bisogno spruzzato sulle loro facce
Di nuovo dicendo nove giorni mai fecero
galleggiare l'amato
né nove mesi né nove vite
né nove mesi né NOVE VITE

Di nuovo dicendo
se non mi insegni non imparerò
Di nuovo dicendo
anche per le ultime volte
c'è un'ultima volta
Ultima volta per mendicare
Ultime volte di amare
di sapere di non sapere fingere
U'ultima (volta)
anche per le ultime volte di dire
SE NON MI AMI NON SARO' AMATO
SE NON TI AMO NON AMERO'
(da Enueg, II)
SUDANDO COME UN GIUDA
STANCO DI MORIRE
STANCO DEI POLIZIOTTI
I PIEDI NELLA MARMELLATA
TRASPIRANDO PROFUSAMENTE
IL CUORE IN MARMELLATA
FUMO PiU' FRUTTA… HAAA…
IL VECCHIO CUORE IL VECCHIO CUORE
GUARDANDO STUPITO I TULIPANI DELLA SERA
I TULIPANI VERDI
BRILLANTI ALL'ANGOLO COME UN ANTRACE
TROPPO TARDI PER RISCHIARARE IL CIELO
IL SOPRATTONO LA FACCIA
PERO' PERO' TI ASSICURO

E la faccia si disfa timidamente
troppo tardi per rabbuiare il cielo
arrossendo via nella sera
rabbrividendo via come una gaffe

e la faccia si disfa timidamente.

Per scherzo

(da Camus, Lo straniero)

Fra il mio pagliericcio e la tavola del letto avevo trovato un vecchio pezzo di giornale quasi incollato alla stoffa, ingiallito e trasparente.
Riportava un fatto di cronaca di cui mancava il principio ma che doveva essere avvenuto in Cecoslovacchia.
Un uomo era partito da un villaggio ceco per fare fortuna.
Dopo 25 anni, diventato ricco, era ritornato con la moglie e un bambino.
Sua madre e sua sorella avevano un albergo nel suo villaggio natale.
Per far loro una sorpresa, egli aveva lasciato in un altro albergo la moglie e il bambino, poi era andato da sua madre che non l'aveva riconosciuto.
Per scherzo
aveva preso una camera
aveva mostrato il denaro

La notte sua madre e sua sorella l'avevano assassinato a colpi di martello per derubarlo e avevano gettato il suo corpo nel fiume.
il mattino era venuta la moglie e senza saperlo aveva rivelato la sua identità…
La madre si era impiccata, la sorella gettata in un pozzo
devo aver letto quella storia un migliaio di volte.
Da una parte mi pareva inverosimile, dall'altra era naturale.
In ogni modo trovavo che il viaggiatore se l'era un po' meritato
In ogni modo trovavo che il viaggiatore se l'era un po' meritato
E che non si deve mai giocare
E che non si deve mai
GIOCARE

Così che non potranno più prenderci

Ci faremo trovare pronti amore
all'ombra di quello che non resta
così che non potranno più prenderci
quando tutto sarà fatto e finito
pure che non ci inseguano
li avremo staccati all'origine, li avremo staccati all'origine

La testa che ti lascia e non so vederti
per quello che sei stata troppo per me
il tuo passato non ritorna e tutto quanto
quel che non sono stato capace di essere
che tu lo voglia è forse l'unica cosa al mondo che rimpiango
sono le ore in cui non ti ho mai vista

Ci faremo trovare pronti amore
all'ombra di quello che non resta
così che non potranno più prenderci
Quando tutto sarà fatto e finito
pure che non ci inseguano
Li avremo staccati all'origine

Ti sei rivolta a quello che non c'è
hai rivoltato tutto erano solo i bossoli che hai sparato
ed invano li hai ricaricati
la polvere si era persa e dentro niente
hai scosso la carne, l'hai portata al limite
hai bruciato la fronte
hai snidato una cava
Poi abbiamo capito
erano voragini ambigue quelle che smerciavo
ed ora lo sai come ci faremo trovare

Il vile omicidio

Raccolti
i resti
le membra
escluso
da tutto
permesso
Dinnanzi
schiacciato
sparito
Finito
respiro
svanito
da me!

Sfondato lo sterno a calci
Affogato il viso nel fango
ora non (gli) rimane altro
che nascondere prove e fatti

INDIFESO
RIMASTO
A TERRA
URLAVO
TEATRO
ORA VUOTO
MATTINA

Sfondato lo sterno a calci
Affogato il viso nel fango
ora non vi rimane altro
che nascondere prove e fatti
Non potrete più respirare
spirerete nel vostro odore
Questa è la mia maledizione
voi che siete liquame al sole
Ma se tutto quel che c'era rimarrà dove è sempre stato
Perché non verrete spazzati via neppure dalla tempesta
Perché siete intrisi dello sterco di cimice che vi ha generato
Perché siete i vomiti biliosi delle vostre medaglie al valore
Perché siete la fogna delle puttane
che hanno alleggerito il proprio ventre
Tutto quel che ci rimane, in fin dei conti è…

ODIARVI COME IL FUOCO LA NOTTE
ODIARVI COME IL FUOCO LA NOTTE
ODIARVI COME IL FUOCO LA NOTTE
ODIARVI, ODIARVI, ODIARVI

Odiarvi fino all'osso più invisibile
persino
Odiarvi fino all'osso più invisibile
persino ad uno squarto ben fatto
Persino
ad uno squarto
ben fatto



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