Parlateci del vostro background, che genere di musica ascoltate e quali sono le band che più hanno influito sulla vostra musica? Ognuno di noi ha fatto esperienze diverse, dal Jazz, vicini alla scuola e all'ascolto di Mike Stern, Miles Davis, Chick Corea, Pat Metheny... al Fusion di uno dei gruppi che riteniamo più interessanti del Rock sperimentale, precursori di molti generi: i Brand-X. Le band che hanno, insieme ai Brand-X, più contribuito a definere il nostro rock sono: i Pink Floyd con il loro rock psichedelico, i Genesis con il loro rock progressive e quello elettronico e sperimentale di Peter Gabriel. Un'attenzione particolare anche al Rock sinfonico di Alan Parsons e a quello blues-progressive di Steve Winwood. Nell'elenco: Porcupine Tree, The Cure, Dream Teather, The Clash ... Credo che un'artista rock debba confrontarsi con musicisti di tale spessore creativo, senza però fermarsi ad essi. Abbiamo elaborato: un rock post-modern che definiamo "Expressive", con tratti tecnologici e futuristici come in "Snake's Hiss" e soprattutto in "Here Is My Secret" (che troverete nell'album "Run Away"). E' un... "Rock to expand the limits of your imagination". A proposito di sound, come costruite la vostra musica? Cominciamo sempre dalla struttura ritmica, per concepire un groove semplice ma di grande impatto, e un solido mix pulsante tra batteria e basso ("Go Up The Stream" ne è un esempio). Vogliamo che basso e batteria suonino prima di ogni altra cosa. In questa prima fase siamo preoccupati soprattutto di scegliere il tipo di rullante da usare per ottenere la sonorità più adatta a quel particolare brano, che poi enfatizzeremo insieme al basso (in questo, Brand-X e Phil Collins, per noi sono un riferimento importante). Su questa base cominciamo a costruire le strutture armoniche, gli spazi e le linee melodiche, con un'attenzione particolare agli arrangiamenti, che contraddistinguono la nostra musica. Il tocco finale ai nostri brani è dato dalla scelta degli effetti e dei colori di ciascun strumento che rendono ogni brano unico. La fase di Mastering è stata affidata a Bob Katz, noto guru del Mastering audio, nei suoi studi in Florida, il quale con nostra soddisfazione, sentiti i brani, disse: "Sounds good! All songs are very ready for mastering. I'm excited". Il vostro Rock sembra andare contro corrente. Siete daccordo? Si. Abbiamo lavorato a questo fine. Quando si ascolta la musica capita spesso di accorgersi di una specie di epidemia per cui tutti fanno le stesse cose e i brani finiscono per assomigliarsi un po' tutti, nel modo di suonare e cantare, nel modo di concepire la struttura ritmica, nel modo di arrangiare, di effettare... Ad esempio, non abbiamo voluto un rock coperto a 360 gradi dal suono distorto delle chitarre, dove non ci fosse più spazio per la creatività. Abbiamo lavorato per evitare tutto questo, e riuscire a dare corpo e personalità alla nostra musica. E' stato necessario, quindi, trovare un'equilibrio: le chitarre non dovevano dare l'idea di soffocamento, il basso si doveva sentire, doveva emergere, cantare, esprimersi. Cassa e rullante dovevano comunicare potenza e profondità. Le tastiere dovevano espandersi e trovare il loro spazio creativo. Un brano è come un dipinto, che non abbiamo voluto lavorare in stile monocromatico. Così il nostro Rock é come un ponte che introduce nell'immaginario. "Here Is My Secret" è il brano diamante di questa nostra ricerca. Speriamo di esserci riusciti. Il vostro gruppo rappresenta in qualche modo la ritrovata passione dei giovani verso i suoni più rock. Vi sentite in sintonia con questa "idea"? Noi amiamo tutti i generi del rock, ma abbiamo voluto ricercare un rock espressivo, d'effetto ed emozionale piuttosto che tecnico e freddo. Un rock che abbia la forza di entrare dentro, piuttosto che scivolare addosso. Un rock che faccia viaggiare la mente, senza rompere la testa. Quanto è importante per voi l'impiego dell'elettronica nella realizzazione di un disco? Facciamo un uso intelligente dell'elettronica nella nostra musica, che affianca principalmente la sezione ritmica e la completa, e nella ricerca di suoni molto avveniristici, come ad esempio in "Sun In The Night", "Snake's Hiss" e "Here Is My Secret". Cerchiamo di fondere il suono naturale di ogni strumento con suoni ed effetti che proiettano, chi ascolta, in spazi alterati e atmosfere psichedeliche. Abbiamo concentrato il lavoro per non ottenere i soliti suoni. In alcuni brani, cassa e rullante sono stati equalizzati ed effettati per ottenere timbri caratteristici. Un gioco alternato tra prospettive e rapporti spaziali che formano ambienti tridimensionali in cui il suono di ogni singolo strumento ha la sua esatta collocazione, e non allineato con altri su un unico livello di percezione, per cui la mente si sente condotta ad esplorare quelle dimensioni. Si ha l'impressione di stare ora in un'angolo, poi girare un vicolo e magari trovarsi in un'ampia distesa. Nei brani si percepiscono atmosfere sognanti e quasi mistiche ottenute con l'utilizzo creativo delle tastiere e delle chitarre effettate. C'è qualcosa nella vostra musica che ritenete in qualche modo sociale, oppure si tratta soltanto di intrattenimento? Lavoriamo perché la nostra musica piaccia ma non è solo questo... riteniamo la musica un veicolo per comunicare e partecipare emozioni, impressioni, riflessioni e contenuti anche di tipo sociale, come ad esempio in "Dark Vision" dove l'oscura visione è il dolore e la distruzione che la guerra infligge all'umanità, ma dove la speranza può costituire ancora una via, un'alternativa. "I Feel You" ha un messaggio particolare? Si. E' una storia d'amore calata in epoca medioevale, tra un giullare e una ragazza, come anche si può capire dal videoclip. I quali deportati insieme al loro popolo e imprigionati, riescono ad ottenere la libertà fuggendo. I due non cessano di amarsi, anche quando la violenza li separa, anzi il loro amore si fortifica con le avversità. Crediamo che l'amore sia una forza a cui l'uomo non può sottrarsi. A proposito del videoclip di "I Feel You", dove è stato girato? E' stata un'avventura. Tre giorni sul set, ad un'altezza di 1500m, nel castello medioevale di Rocca di Calascio in Abruzzo. Famosa anche per il film di "Lady hawk". Circa 40 persone intente giorno e notte alla realizzazione di questo videclip. Regia, costumi, scenografie, fotografia e soprattutto molta fatica. Ci sarà l'occasione di vedervi suonare dal vivo? Certo! Naturalmente il primo concerto promozionale a Milano. Inoltre stiamo pianificando un tour in Italia, successivo all'uscita dell'album "Run Away". E alcuni concerti in Inghilterra. Crediamo che il nostro sound si esprima meglio sul palco. Perché avete intitolato il vostro album "Run Away"? Innanzi tutto perché è il brano più semplice e più pop-rock che abbiamo scritto, pensato così, senza sofisticati arrangiamenti, voluto anche per un pubblico più esteso. E poi perchè riassume il senso di tutto l'album... fuggire tutto ciò che rende opaca, grigia, triste e infelice l'esitenza. Perché la scelta dell'inglese? Perchè, essendo l'inglese una lingua molto musicale, e il nostro rock molto inglese, riteniamo che sia stata la scelta migliore. Anche per dare un taglio internazionale al nostro sound.