Scuola di canto: 10 voci importanti per Erio

17/11/2015
di Erio

Fresco della pubblicazione del suo primo album, "Für El", Erio è uno dei talenti interessanti scoperti nell'ultimo anno. Ha studiato lirica e composizione ma riesce a proporsi in un modo tutt'altro che rigido e accademico. La sua voce è potente e, al tempo stesso, intima.

Gli abbiamo chiesto quali sono i dieci cantanti da cui ha imparato di più. Ecco cosa ci ha risposto.

Antony and the Johnsons

Antony and the Johnsons

Amo il timbro tremolante e vellutato di Antony. Ha un gusto strano, che in prima battuta può anche lasciare perplessi, ma che, se lasciato fare, non ti uscirà mai più dalla testa. Se nel primo disco, in alcuni momenti, la voce era ancora un po’ selvaggia e fuori controllo, di album in album, la sua (e solo sua) tecnica si è raffinata fino a diventare ineccepibile, come tutti gli altri aspetti della sua produzione.

Stevie Wonder

Stevie Wonder

Il preferito di mio padre, quindi parte della musica che mi ha avvolto fin dalla nascita. Un campione di tecnica vocale, il suo ascolto è obbligatorio per ogni cantante interessato ad affinare certe tecniche. Basta non abbattersi quando si scopre che è impossibile eguagliarlo.

Meredith Monk

Meredith Monk

Questa scienziata dell’uso della voce, con i suoi lavori, ha collezionato una libreria di gran parte dei suoni vocali umanamente concepibili. Tutta questa meraviglia è inserita in un contesto che forse a prima vista può apparire po’ troppo arty, ma ci sono tracce come "Gotham Lullaby" che, semplicemente, sono gioielli universali.

Elizabeth Fraser

Elizabeth Fraser

Non ho una conoscenza approfondita dei Cocteau Twins, né del lavoro solista della Fraser, ma, ogni volta che ho modo di ascoltare e vedere una performance di questa cantante geniale, rimango folgorato dall’inventiva che dimostra in ogni nota. Ci vuole un controllo senza limiti per fare quello che fa lei e una bravura ulteriore per farlo sembrare così naturale.

Lauryn Hill

Lauryn Hill

In lei ho trovato il giusto compromesso fra tecnica ed espressività. Nonostante competa egregiamente con le maestre del genere, per quanto riguarda i gorgheggi e gli esercizi di agilità che ci aspettiamo da un’artista che si muove fra hip-hop e RnB, Lauryn Hill aggiunge una certa ruvidezza alla ricetta, che la distingue dalle virtuose anni ’90 e richiama alla mente, invece, l’onestà delle voci del passato.

Bianca Casady

Bianca Casady

La mia preferita tra le due sorelle CocoRosie. Trovo che la sua voce, con la sua grana irregolare e accartocciata, sia tra le più espressive mai sentite. Bianca ha una facilità negli acuti e una costanza nei “colori” eccezionale, nonostante sia in grado di destreggiarsi in una grande varietà di registri, che usa in modo molto intelligente.

Tagaq

Tagaq

Il suo è un uso della voce ancestrale trasformato in uno strumento iper-moderno. Nonostante la sua musica sia fondamentalmente costituita da una riproposizione aggiornata del tradizionale canto di gola inuit, Tagaq riesce, spesso attraverso la stratificazione delle tracce vocali, a suonare, nei momenti a mio parere più brillanti, quasi techno, robotica. Un piacere per le orecchie e un viaggio alla scoperta di possibilità apparentemente nuove, ma in realtà antichissime, di usare le corde vocali.

Jeff Buckley

Jeff Buckley

Quello che adoro in Jeff Buckley è la tensione fra maschile e femminile, che è ai massimi livelli. A questa va aggiunta una notevole capacità interpretativa, che rende ogni sua canzone un momento catartico perfetto.

Björk

Björk

C’è poco da dire che non sia già stato detto di lei, data la grandezza del personaggio, se non che, dietro la maschera di cantante istintiva e primordiale, si cela un’intelligentissima interprete, capace - soprattutto al principio della carriera - di utlizzare tutta una serie di registri e suoni vocali mai uditi prima. Tanto più eccezionale è che questi siano integrati in un contesto, in definitiva, pop.

Whitney Houston

Whitney Houston

La perfezione.