Nadar Solo live all'Arci Ohibò - Milano - 10/12/2014

Nadàr Solo

Nadàr Solo

Avevo avuto il piacere di vedere i Nadàr Solo dal vivo nel precedente tour, ma in un posto che dalla sua aveva un'acustica ottima, ma uno spazio ridotto. Questa volta, all'Archi Ohibò di Milano, la situazione era ribaltata, e ne siamo usciti con le orecchie sanguinanti, un po' per l'acustica, un po' perché i Nadàr Solo quando suonano sono dei muli da soma, dritti, carichi, apparentemente instancabili.
Non dev'essere stato facile per i poveri fonici tenere a bada un batterista che è l'anima calda della band, un vichingo armato di percussioni, che sfascia due rullanti di seguito, canta, allunga i finali in rocambolesche rullate. Non che il resto della band sia da meno: c'è un interplay e una precisione nel modo di suonare dei Nadàr Solo, che carica a mille su melodie super-cantabili, e questa perfetta congiunzione astrale tra rock'n'roll e melodia convince e coinvolge. La voce del pubblico si fa sentire, soprattutto sui singoli (dal clap clap di “Non volevo” alle dolcezze di “Il vento”, dal disco precedente), e si snocciolano i brani del nuovo disco “Fame”: “Shhh”, “Ricca provincia”, “Piano piano piano” e le altre. Un live ad altissimo tasso di coinvolgimento ma soprattutto che mette in luce le indiscutibili capacità tecniche e sceniche di una band che non solo quindi sa scrivere le canzoni, ma le suona anche alla grande. Mica poco. // Chiara Longo


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Il concerto dei Nadàr Solo all'Arci Ohibò di Milano, raccontato da Chiara Longo e fotografato da Starfooker.

11/12/2014 di Nadàr Solo