10 film per raccontare le canzoni di Nitro

25/06/2015
di Nitro

Nitro ha pubblicato a fine maggio “Suicidol”, il suo nuovo album, sicuramente uno dei migliori dischi rap usciti quest'anno. Le canzoni sono ricche di riferimenti cinematografici e, più in generale, Nitro non ha mai nascosto di essere un fan di un certo tipo di film. Ce li siamo fatti raccontare direttamente da lui.

Eraserhead - La mente che cancella ( David Lynch, 1982)

Eraserhead - La mente che cancella ( David Lynch, 1982)

Partiamo dal fatto che la faccia del protagonista campeggia sulle mie t-shirt ufficiali di qualche anno fa. È un film che ha ispirato in particolare una traccia del mio ultimo disco, quella di apertura, “The Dark Side of the Mood”, perché, come nel film, cerco di far incontrare l’incubo e la realtà, che danno vita a una sorta di surrealismo…

Brazil (Terry Gilliam, 1985)

Brazil (Terry Gilliam, 1985)

Questo film mi piace perché la storia è ispirata a “1984” di Orwell, in pratica è la stessa ma un po’ romanzata. E si possono trovare analogie con il mio pezzo “L’oracolo di selfie”, perché ha a che fare con la visione distopica di questo brano e poi c’è anche tutto il discorso del controllo, delle telecamere ecc.

Taxidermia (György Pálfi, 2006)

Taxidermia (György Pálfi, 2006)

Film molto strano, ungherese. Prende tre generazioni e fa un parallelo con il fallimento del comunismo. Mi è piaciuto – e qui attenzione, SPOILER – nel finale c’è proprio il significato di “Suicidol”: la terza generazione, il ragazzo che fa l’imbalsamatore, si imbalsama da solo, in tempo reale, e si taglia la testa con uno strano marchingegno diventando così un’opera d’arte.

Matrix (Andy e Larry Wachowski, 1999)

Matrix (Andy e Larry Wachowski, 1999)

Anche qui ci sono degli incroci con “L’oracolo di selfie”, poi c’è tutto il discorso sul cyberpunk… in ogni caso è stato un film profetico perché quello che era matrix adesso sono i social network, un posto dove puoi avere un’immagine riflessa di te migliorata per avere relazioni sociali migliori.

eXistenZ (David Cronenberg, 1999)

eXistenZ (David Cronenberg, 1999)

Come in molti miei pezzi in cui cerco di mettere molto la carne - come il fatto che lo smartphone diventi parte del corpo - anche qui, come vuole un tratto tipico dell’estetica di Cronenberg, si parla di un videogioco che si collega al corpo attraverso un buco della schiena e c’è questo joystick di carne con cui comandi una tua vita virtuale.

Hesher was Here (Spencer Susser, 2010)

Hesher was Here (Spencer Susser, 2010)

Questo film mi è piaciuto proprio un sacco. È un film molto toccante e dimostra che metodi poco ortodossi, anche qualcosa che non è per forza giusto seconda la società, possono dare i propri frutti: c’è questo Hesher, che è una persona super maleducata, noncurante di tutto e tutti ecc, che entra in una famiglia dove è appena morta la madre del ragazzino e con i suoi modi rozzi riesce a insegnare ai membri di questo nucleo familiari qual è il valore dell’amore in famiglia, appunto.

Hellraiser (Clive Barker, 1987)

Hellraiser (Clive Barker, 1987)

Questo è un film che si accomuna molto al mio modo di scrivere: anche qui c’è la presenza di un universo “super carnoso” (aghi ecc.) ma soprattutto mi piace perché sviluppa una filosofia del dolore tutta sua.

P greco - Il teorema del delirio (Darren Aronofsky, 1999)

P greco - Il teorema del delirio (Darren Aronofsky, 1999)

Un altro film che ti lascia un bel po’ da pensare… parla di questo ragazzo che riesce a scoprire l’algoritmo di Dio, praticamente… il numero di Dio. E impazzisce. Molto strano e suggestivo come film. E mi sembra si leghi un po’ al mio immaginario.

Buio Omega (Joe D'Amato, 1979)

Buio Omega (Joe D'Amato, 1979)

Un film italiano del 1979 di Joe D’amato. È stato uno dei primi splatter ma è molto crudo perché gli effetti speciali erano fatti peggio di ora ma in qualche modo sembravano più reali… più vivi, non so bene come spiegarlo ma mi impressionano molto di più dei super effetti speciali che fanno oggi.

Dellamorte Dellamore (Michele Soavi, 1994)

Dellamorte Dellamore (Michele Soavi, 1994)

Altro film italiano. Questo forse incarna un po’ tutti i miei pezzi “necromantici”… come “Nekromantik”, film tedesco del 1987, si parla appunto dell’amore e della morte come due cose molto vicine, un aspetto che si ritrova tantissimo nei miei testi.