Artista emergente ed in punta d'ardire

ABSTRACT
Gianni Carboni nasce e cresce a Sassari ma proviene da una famiglia di Sorso.
Figlio di Gavino Carboni, piccolo commerciante di ortofrutta, e Margherita Delogu, inizialmente casalinga e successivamente negli anni unitasi all'attività del marito come consigliere di vendita.
La prima infanzia di Gianni ha poco a che spartire con la musica, legata più che altro alle attività dei genitori e della famiglia in genere (sono numerose fra zii e parenti le figure di agricoltore, lavoratore della campagna e figure affini).

Si avvicina alla musica all'età di 11 anni, grazie agli amici dell'epoca, scoprendo così i suoi fino ad allora ignorati talenti.
Inizia a suonare la chitarra anche se non ne possedeva ancora una.
Ancora sprovvisto di uno strumento musicale proprio, esordisce comunque live, in una rassegna di artisti emergenti in Piazza d'Italia a Sassari.

Vista l'insistenza, il padre viene convinto a regalargli la sua prima chitarra classica, una Asahi da cinquanta mila lire. Non un granché, insomma.
Infatti verrà utilizzata da Gianni solo come allenamento e studio, affidandosi ancora al prestito da parte di amici per le esibizioni live.

Riceve a 13 anni, come regalo di cresima, il suo primo importante strumento, che utilizza ancora oggi: una Fender Stratocaster.

Durante il corso della sua carriera esplora successivamente alla chitarra ed in ordine cronologico anche il canto, il basso (è attualmente allievo del maestro Alessandro Zolo) e la batteria.

A 14 anni decide di iniziare a studiare musica, prendendo lezioni private di chitarra da Luca Chessa, allora chitarrista degli Istentales, e di canto alla storica scuola di musica sassarese Birdland, sotto l'egida di Eva Carboni, insegnante certificata Vocal Power.
Durante la parentesi Birdland partecipa anche a due seminari di canto e tecnica Alexander, alla presenza di Elisabeth Howard, fondatrice del metodo di studio.

Si allontana dalla musica suonata durante il suo periodo universitario fuori Sassari.
E' laureato in Scienze Economiche all'Università di Sassari e si è specializzato in Scienze Attuariali all'Univesità di Torino.
Dopo la laurea ha anche esperienze di lavoro fuori Sardegna (Roma e Pisa) che lo privano della possibilità di suonare live, cosa che riprende a fare non appena rientrerà a Sassari, sempre per motivi di lavoro.

Oltre che di musica, Gianni è un grande appassionato di sport, attività che lo accompagna praticamente da sempre. Principalmente basket, con esperienze anche di arbitro e di allenatore giovanile.
E' un grandissimo tifoso della Dinamo Sassari, al quale ha dedicato anche una canzone (vedasi voci successive).
E' sposato con Alida Addis.

LE PRIME ESPERIENZE DI BAND
La sua prima esperienza di band avviene con gli H2O, dalla quale viene ingaggiato come chitarrista ritmico.
Gli H2O si evolvono successivamente negli Suoni Scoperti.
Le band erano formate da:
Giuliano Rassu (poi divenuto popolare per la sua partecipazione al talent show X Factor, dove nel 2010 arriva in finale a contendersi la vittoria con Marco Mengoni) - basso e voce;
Marco Casu - chtarra solista;
Gianni Carboni - chitarra ritmica;
Marcello Pinna - batteria.

In entrambi i casi viene realizzato nei live un repertorio di cover spaziante dalla musica italiana ai grandi classici internazionali.

A seguito dell'abbandono della band da parte di Giuliano, il quale intendeva percorrere una carriera da solista, Gianni fonda insieme ai componenti rimanenti, ai quali si aggiunge Antonello Baule al basso, la band Skylords, con la quale inizia la sua esperienza di cantante approcciandosi ad un repertorio più rock rispetto alle esperienze precedenti.

Con gli Skylords arrivano le prime importanti esperienze live, nelle rassegne di artisti emergenti di buona parte del Nord Sardegna.
Gli Skylords vincono nel 2002 il primo premio del Festival di Ittiri, grazie al quale registrano la prima demo di cover con le seguenti tracce:

My Sharona dei Knack, proprio grazie alla quale hanno vinto il premio
Message in a bottle dei The Police
I want it all dei Queen
Come Together dei The Beatles
Time dei Pink Floyd
Long train runnin' dei Doobie Brothers

Successivamente, per diverse visioni sul futuro e motivazioni, gli Skylords si sciolgono e Gianni inizia una prima parentesi come solista.
La fine dell'esperienza con gli Skylords spinge Gianni a diventare autore dei propri brani.
Inizia a scrivere e partecipa con i propri brani a numerosi concorsi canori fino al 2010, fra i quali spiccano Isola Paradiso Festival (durante il quale ha l'opportunità di confrontarsi con alcuni importantissimi personaggi della musica italiana, fra cui Fio Zanotti, Luca Pitteri, Fabrizio Palma, Beppe Vessicchio e Angelo Valsiglio) e la semi-finale nazionale di Sanremo Rock.

I brani su cui puntava allora erano Credo in me e Per cambiare, primi lavori registrati professionalmente e autoprodotti dallo stesso Gianni. In quel periodo registra anche una cover di Nothing else matters dei Metallica.

AUTORE DEI PROPRI BRANI
Demotivato da risultanti incoraggianti sì, ma al di sotto delle sue aspettative, oltre che da un'insufficiente consapevolezza dei propri mezzi, Gianni si concentra sugli studi universitari e sulle prime esperienze di lavoro fuori dalla Sardegna.

Al termine delle stesse, però, tornato nella sua isola madre, riaccende la fiamma con la musica fondando nel 2013, insieme a Salvatore Marongiu, i Nadim Duo, con i quali suona la chitarra e canta (il ruolo di prima voce è condiviso proprio con Salvatore che invece suona il cajon e le tastiere a seconda dei brani), con cui riesce a ritrovare la verve un po' arrugginitasi oltre mare, ma soprattutto a suonare nella maggior parte delle più belle location di Sassari & dintorni.

Nelle esibizioni live spesso i Nadim venivano accompagnati dal chitarrista solista Andrea Manca, configurando ormai un trio di fatto, con la dicitura "Nadim Duo feat. Andrea Manca".

Dopo un primo periodo di reciproca conoscenza in cui si suonavamo principalmente cover in chiave acustica, iniziano i primi lanci di inediti.
Vengono ripresi i primi due inediti di Gianni, che vengono riarrangiati e registrati in modo autonomo dai Nadim, ai quali vengono aggiunti nuovi inediti, scritti anch'essi da Gianni ad eccezione del singolo Niente di più facile.
Viene registrato un primo album demo, anch'esso autoprodotto, intitolato proprio Niente di più facile, composto dalle seguenti tracce:

Credo in me (Gianni Carboni)
Per Cambiare (Gianni Carboni)
I sorrisi dell'anima (Gianni Carboni, Katy Addis)
Niente di più facile (Salvatore Marongiu, Katy Addis)

Il lavoro verrà successivamente ritirato dal commercio.

L'album viene accompagnato dal lancio del video de I sorrisi dell'anima che, insieme alle altre tracce, raggiungono oltre 25.000 visualizzazioni.

Successivamente viene lanciato un quinto inedito, Sempre più su, scritto anch'esso da Gianni Carboni e Katy Addis, brano dedicato alla storica annata del triplete della Dinamo Sassari, di cui Gianni è grande tifoso.
Grazie a questo inedito i Nadim Duo raggiungono popolarità all'interno della tifoseria della Dinamo, che in quel momento era visibile in tutto il territorio regionale e non solo, per via dei risulati straordinari della squadra.
Si è vociferato per alcune settimane che addirittura il brano potesse essere scelto come inno della squadra, cosa però poi smentita dagli stessi Nadim durante un'intervista rilasciata all'emittente regionale Videolina, oltre che dalla società.

Andando a scemare l'entusiasmo della tifoseria Dinamo, Gianni e Salvatore decidono di terminare l'avventura dei Nadim a causa di insanabili divergenze di visione sui progetti futuri e sulle loro modalità di realizzazione, per dedicarsi ad altri progetti personali.

LO STOP FUORI SARDEGNA E IL RITORNO CON I NADIM DUO
Dopo il termine dei Nadim Duo, Gianni fonda insieme ad Andrea Manca (già parte del progetto Nadim) e Marcello Pinna (ex componente di H2O, Suoni Scoperti e Skylords durante l'adolescenza di Gianni) i Bentway, con i quali, sulla scia degli apprezzamenti ricevuti dai Nadim, prosegue una proficua attività live in tutto il territorio regionale.

Nel contempo decide di lanciare il primo album da solista, interamente autoprodotto ma questa volta mixato e masterizzato professionalmente dal Blu Studio di Alberto Erre (già fonico dei più importanti artisti sardi fra cui Tazenda, Bertas, Piero Marras e tanti altri), intitolato "In punta d'ardire", composto da 12 tracce inedite (compresi i precedenti inediti scritti da Gianni ma lanciati anche come Nadim Duo) di cui cinque in doppia versione, in lingua italiana e in lingua inglese (queste ultime inserite come bonus track).
L'album è uscito su tutti gli store digitali e sul presente sito il 30 maggio 2016.

LA DOPPIA ATTIVITA': CON I BENTWAY E COME SOLISTA
Le influenze di Gianni sono da ricercarsi nel rock-blues più classico ma anche nelle sue versioni "commerciali".
Di grande ispirazione per lui Toto, U2, Eric Clapton, The Police, Pink Floyd e tanti altri ancora.

Predilige una timbrica calda e scura per la voce, mentre si caratterizza per un senso pienamente ritmico per le chitarre.
Amante dei suoni tipicamente Fender, i suoi brani rieccheggiano in modo evidente uno stile musicale associabile al rock americano, dove predominano più chitarre distorte caratterizzate da frequenze basse e armonicizzazione delle linee.