Bandabardo' - Darsena - Castiglion del Lago, 10-09-2002 Intervista

12/10/2002 di Simona Cortona



Rockit:Sono passati due anni ed eccoci di nuovo qua con un nuovo lavoro?

Orla: Si… forse era ora…ma era fino ad un certo punto… perché per noi fare un disco nuovo vuol dire fermarsi, non suonare dal vivo, e per noi questo è un grosso impegno, stiamo male senza il contatto con il pubblico. Ma è anche vero che chiudersi in studio e fare nuovi pezzi è altrettanto entusiasmante, per cui da questo punto di vista effettivamente era l’ora. Siamo molto contenti comunque.

Rockit: Si leggono importanti collaborazioni in questo disco, da Max Gazzè a Stefano Bollami a Paolo Baglioni e il tutto realizzato in dieci giorni in un casale in toscana.

Orla: Si, il disco è stato concepito in due fasi: una dalle parti di San Gimignano e una verso Lucca. E’ stato poi registrato in uno studio casalingo a Valdarno dove sono venuti un pò di amici ad aiutarci da Max a Stefano Bollami, Marianina e Scalzi che sono una coppia di tedeschi eccellenti. Insomma collaborazioni che partono dall’amicizia e che danno ottimi risultati.

Rockit: Veniamo al disco: che cos’è il “Bondo Bondo”?

Orla: Il “Bondo Bondo” è semplicemente l’eco di un vagabondo. E’ quello che ci sentiamo, un po’, nella realtà. Tu sai bene che siamo abituati a girare da dieci anni un pò ovunque, ci piace conoscere gente nuova, nuovi posti e il “Bondo Bondo” è l’eco di quello che ci lasciamo dietro, è l’eco di un vagabondo.

Rockit:La domanda da cui partite: “Perché stiamo combattendo e per cosa?” è legata sempre a quel filone sociale e alla necessità di capire alcune situazioni nel mondo.

Orla: Quello è fondamentalmente un riferimento alla situazione che nel mondo si è venuta a creare più o meno nell’ultimo anno, che ci ha fatto soffrire non poco… molti, troppi preoccupanti focolai di guerra… a volte uno se le chiede: ma perché!? Al popolino, alla gente comune come noi molte volte sfuggono delle cose e veramente non riusciamo a capire.

Rockit: Anche la stampa è impossibilitata… e non parliamo più di un’informazione libera Orla: Figurati… tutt’altro, in Italia da questo punto di vista siamo messi molto male…

Rockit:Parliamo un po’ del disco. Hai voglia di parlarne canzone per canzone? Partiamo da “7 sono i re”
Orla: “7 sono i re” è una specie di filastrocca vagamente “rockeggiante” che parla di questi 7 re negativi che si autoeliminano uno dopo l’altro… rimanendo in due.

Rockit: Hanno qualcosa a che sfare con i 7 re di Roma?

Orla: No tutt’altro sono persone purtroppo attuali se senti il disco li capirai benissimo, gli ultimi due sono chiarissimi, uno è figlio d’arte e l’altro fuma l’arghilè. Riferimenti abbastanza chiari.

Rockit:”Uno due tre stella”
Orla:”Uno due tre stella” è dedicata al fondatore di Greenpeace, una persona che ha sempre dovuto combattere profondamente per i proprio giustissimi ideali, sempre osteggiato e quindi costretto a ricominciare da capo come nel giochino uno due tre stella.

Rockit:”Il principiante”
Orla:> E’ la storiellina di un uomo che non ha mai avuto rapporti sessuali veri… che si trova nelle grinfie di una donna non poco gentile e carina.

Rockit:Addirittura…. Vedo che qui si torna a cantare in francese “Le plus belle fille”?

Orla:Si è la storia di un ragazzo che in là con gli anni scopre che le più belle donne sono tutte occupate e non gli rimane molto da scegliere.

Rockit: “Non sarai mai”
Orla: E’ dedicata ad un uomo che ride solo del proprio lavoro, tutta apparenza… ma in realtà ha ben poco da dire.

Rockit: Mi ricorda qualcuno
Orla:Esatto!

Rockit: “Il treno della luna”
Orla: La speranza… almeno quando le cose vanno male… e se piove almeno dopo c’è l’arcobaleno. Un po’ di speranza in questi tempi.

Rockit: “Fine della danza ”
Orla: E’ il pezzo più cupo del disco perché è ispirato a Genova, a quella che doveva essere una festa e si è rivelata una mattanza… tra l’altro è stato girato un video, che uscirà intorno alla metà di settembre. Il pezzo ci piace moltissimo anche se è un pezzo “meno Bandabardò”.

Rockit: “Gomez ”
Orla: E’ tratto da una piecè teatrale di nostri amici veronesi. Gomez è un gigolò per signore.

Rockit: “Pinto Stefano ”
Orla: E’ uno dei nostri ispiratori, ne abbiamo avuti tanti da quanto facciamo questo lavoro, con cui abbiamo lavorato. Lui è un ragazzo che lavorava in una agenzia a Roma e l’abbiamo eletto a nostro grillo parlante.

Rockit: “Passerà la notte ”
Orla: Non me lo ricordo il testo… Dategli un’ occhiata voi

Rockit: “Rumore di fondo?”
Orla: E’ una storia d’amore

Rockit: Finiamo con “Fortuna”
Orla: “Fortuna” è la storia di un autostoppista e di quello che può succedergli in certi frangenti.

Rockit: Le sonorità sono sempre quelle che vi contraddistinguono.

Orla: Secondo me è un disco in parte diverso, in parte molto Bandabardò… dipende sempre dai momenti, dai pezzi. C’è piaciuto… e poi sono cose che non decidi prima… ti viene da usare delle sonorità che non hai mai usato semplicemente perché ti piacciano… non per scelta. Effettivamente, in alcuni momenti, c’è un sound un po’ diverso dal solito e la cosa ci fa piacere… speriamo che la gente capisca.

Rockit: Un po’ meno patchanca per capire?

Orla: Si, volendo si, un disco in certi momenti un po’ più cupi in certi momenti, meno danzereccio però personalmente li ritengo il disco migliore, il disco puro, che suona molto bene, con dei pezzi secondo me bellissimi . Ci sono ovviamente dei momenti dove siamo puramente noi.

Rockit: Avete un nuovo percussionista?

Orla: Si Paolo se ne è andato per cui per tutta la prima parte della tourné suona con noi Ubito che è il batterista dei Malfunk, ci siamo trovati da Dio anche perché siamo amici da sempre è lui è stato anche membro fondatore della BandaBardò, siamo rimasti da sempre in grande amicizia, ha fatto dei cori nei primi due dischi e quindi è bravissimo, ci siamo trovati d’incanto.

Rockit: Che spettacolo ci aspetta alla Darsena stasera?

Orla: Ci saranno una parte di pezzi vecchi, una parte del nuovo.

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