GoodMorningBoy - Padova, 13-07-2002 Intervista

17/07/2002 di Roberta Accettulli

Quello di GoodMorningBoy, al secolo Marco Iacampo, ex voce degli Elle, è stato uno dei live che più mi ha entusiasmato negli ultimi tempi. Erano settimane che dovevo fargli un'intervista via mail - che non adoro - e casualmente ci siamo incontrati a Padova, nel backstage del Tora! Tora! Festival. L'occasione è stata buona per chiuderci in uno dei camerini e fare quattro chiacchere.



Rockit: Allora, c'è un ospite imprevisto ma senz'altro ben gradito nel backstage del Tora! Tora! qui a Padova, Marco Iacampo, ovvero GoodMorningBoy. GoodMorningBoy che ha fatto uscire un disco molto interssante qualche mese fa. A te la parola: raccontaci un pò quello che è successo, dagli Elle a questo nuovo gruppo, che poi sei tu, alla fine.

GOODMORNINGBOY: GoodMorningBoy è nato nel periodo degli Elle. Sono canzoni di cui non avevo intenzione di fare uscire un album, di concretizzare in un album. Le ho fatte perchè mi sentivo di scriverle assolutamente, e probabilmente è stata anche la prima volta nella mia vita. Tante volte scrivi canzoni per farle uscire e per dargli un seguito, invece è nato tutto quasi a livello di analisi, anche di autoanalisi proprio psicologica... è stato allucinante... e ho scritto questi pezzi mentre ero con gli Elle. Li ho scritti in inglese, perchè volevo scriverli in inglese, li ho scritti tutti da solo autoreferendomi forse, anche perchè non c'era appunto la necessità di farli uscire. Poi alla fine con gli Elle è finita, per un motivo o per l'altro... per motivi... e di fronte al fatto di trovarmi senza nulla ho detto "Cazzo, ho registrato dei pezzi, ho lavorato a questa cosa che sento totalmente mia, come probabilmente niente fino adesso", e abbiamo deciso insieme a Paolo della Urtovox di farli uscire.

Rockit: Quindi il passaggio dall'italiano all'inglese è stata una cosa assolutamente casuale, non è stata voluta per un motivo preciso, particolare, era una tua necessità del momento?

GOODMORNINGBOY: Io ho sempre cantato sotto la doccia in inglese (ridiamo - ndi) era giunto il momento di farlo anche davanti al pubblico. E quindi è stato naturale, nel momento in cui veramente volevo parlare con me stesso probabilmente ho scelto l'inglese per essere molto più libero. Io l'ho sentito, per me ha voluto dir molto. E' stato un ulteriore strumento con cui sono riuscito a tirare fuori code del mio modo di essere, del mio modo di fare le cose.

Rockit: Poi l'album ha avuto un più che discreto successo sia di critica che di pubblico, e il fatto che sia stata non una cosa a tavolino, ma nata da una tua urgenza di scrivere dei pezzi per te forse è ancora più positivo, o no?

GOODMORNINGBOY: Sì, assolutamente. Mentre lo registravo c'era qualche detrattore che veniva a vedere magari le registrazioni e mi diceva "Ma che cazzo stai facendo?". I pezzi in cui non andavo a tempo, suoni sminchiati, chitarre scordate... Il tutto l'abbiamo definito "Metodo Capuozzo" (ridiamo - ndi) C'è il fatto di fregarsene del dopo e di divertirsi al momento... Tanti parlano di psichedelia. Per esempio, nelle recensioni ho visto "psichedelia - psichedelia - psochedelia", e invece è una parola che non è che c'entri molto, non mi sono preso acidi per scrivere questo disco... E' solo divertimento puro che ho messo sopra le canzoni... Quindi son contento sì, cazzo!

Rockit: Leggevo nelle scarnissime note di copertina che è tutto fatto in casa, dalle registrazioni, agli arrangiamenti, alla copertina, a tutto...

GOODMORNINGBOY: Tutto fatto in casa e soprattutto, per quanto riguarda le registrazioni, tutto alla prima impressione. Io sono arrivato in "studio", sono arrivato in queste case dove registravo con gli accordi e la voce. E facevo proprio alla Beatles, registravo prima accordi e voce e poi ci mettevo sopra la batteria e dopo le cose...

Rockit: Al contrario quindi...

GOODMORNINGBOY: Sì, sì, infatti tante cose che si sentono nel disco sono proprio la prima impressione sui brani. Quindi i pezzi di tastiera non è che lo abbia rifatti due volte...

Rockit: Quindi buona la prima...

GOODMORNINGBOY: Ma buona la prima! Infatti ci ho messo pochissimo a registrarlo.

Rockit: Forse è per questo che la spontaneità che si avverte nel disco si sente anche dal vivo. Nel senso che, dal mio punto di vista, molto spesso alcuni artisti sono particolarissimi dal vivo, però sul disco si perde qualcosa. In realtà io ho notato proprio una similitudine sull'attitudine sia live che nel disco, per quel che ti riguarda. Forse proprio perchè il disco è suonato live...

GOODMORNINGBOY: Sì... Nel disco tutti gli strumenti li ho registrati io. Dal vivo ho preso questa band con tre carissimi amici miei, due che suonano negli Zabrisky e uno che suona nei Kleinkief, a cui alla fine ho dato la massima libertà, anche per far loro le canzoni, non ho diretto assoltamente niente. E probabilmente nel live l'attitudine è la stessa, hai ragionissima.

Rockit: GoodMorningBoy è un nome che ti sei dato per dati uno sprone, un buongiorno, un in bocca al lupo?

GOODMORNINGBOY: Esattamente. I pezzi tra l'altro li ho scritti in un periodo non bellissimo, ero in convalescenza, dovevo stare a casa... cosa dovevo fare se non scrivere canzoni? In quel momento mi sono detto "Un nome per questa cosa, cosa può essere?", e mi accorgevo che di mattina, quando mi alzavo ero tutto così (mima una strana faccia "appesa" - ndi) e ho detto "Cosa può essere?... GoodMorningBoy, GoodMorningBoy!". E quindi era un'esortazione, era un "Buon giorno ragazzo" e anche "Sì, sono il ragazzo del buongiorno e lo auguro anche agli altri, alle tue canzoni, a te stesso!". (ridiamo - ndi) E così ho detto "Sì, è questo GoodMorningBoy, va bene".

Rockit: E adesso, programmi?

GOODMORNINGBOY: Programmi... Io spero di andare all'estero subito, anche domani... Spero di fare parecchi concerti quest'inverno qui in Italia e poi vedo cosa succede, i primi mesi del prossimo anno probabilmente andrò ad Amsterdam, ho dei contatti con la Germania, vedo come si concretizzano. Questo è... Sto scrivendo canzoni per il prossimo però non lo vedo ancora, è lì, da qualche parte...

Rockit: Meglio, così sei più tranquillo...

GOODMORNINGBOY: Ma sì! Ma GoodMorningBoy se ne fotte un pò di tutto! (ridiamo - ndi) Infatti l'autodistruzione è un pò alla base delle cose... Le canzoni hanno la forma migliore, dal vivo le canzoni le buttiamo lì.

Rockit: Bhè, in bocca al lupo.

GOODMORNINGBOY: Crepi il lupo... GoodMorning... (scoppio di risate finale - ndi)

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