Laundrette - via email, 30-06-2000 Intervista

11/07/2000 di Erik Gillo

Cemento e Vetro: due elementi precipui nell’edilizia che gli architetti sonori marchigiani Laundrette devono conoscere molto bene, edificando su solide e ben equilibrate fondamenta quadrate i loro fragili vetri di Murano, asimmetrici e eptagonali. Insolite costruzioni orgogliosamente conservate presso il Museo d’Arte Moderna Gamma Pop di Forlì, che difficilmente verranno erette nei panorami urbani delle nostre metropoli industriali riducendosi a supporto per ripetitori radio-cellulari o ad anonimo bivacco per piccioni.

Lucio (chitarre) e Marco (batteria/voce) ci mostrano le planimetrie delle complesse strutture arhitettoniche adatte ad essere impiantate in città quali Chicago, Louseville, Boston.



Rockit: “Concrete and Glass” non è il vostro album d'esordio. Infatti nel 1998 avete dato alle stampe “Altitude”. Pochi mesi dividono dunque le due prove, un lasso di tempo breve ma sufficiente per maturare una variazione più o meno radicale della vostra formula sonora. L'indie filo-pavementiano del primo lp si è tramutato in un rock quasi math. Questo cambiamento di rotta è sintomatico di una evoluzione dei vostri gusti, non solo in qualità di musicanti, ma soprattutto di ascoltatori? Attualmente che cosa vi interessa maggiormente nel panorama nazionale e non?

Laundrette: Il cambiamento in sè non sarebbe niente di straordinario, tutti siamo destinati in un modo o nell'altro a non rimanere mai uguali nel tempo. L'aspetto invece più interessante è che questo cambiamento sia in realtà una crescita verso soluzioni non meditate ma semplicemente maturate in noi. Da che cosa? Da tutto e da niente, dalle mille immagini che ci ruotano attorno, dai mille ascolti, dal cinema. Tutto può condizionare il tuo stato d'animo. Concrete and Glass è maturato attraverso un più proficuo lavoro tra di noi evitando, come nel precedente, una composizione più "casalinga". Questo per esempio ha portato a privilegiare e a consolidare una fisionomia artistica del gruppo più che alle doti dei singoli. Nel panorama nazionale ascoltiamo gruppi che ruotano attorno all'Indigena. Dell' oltreoceano i Fugazi, Rex, Shellac restano i nostri beniamini. Qualche anno fa andavamo pazzi per Sammy e Brainiac.

Rockit: In effetti ascoltando l'ottimo “Concrete and Glass” mi sovvengono alla mente proprio i Fugazi e gli Shellac, cui aggiungerei soprattutto Dianogah, Paul Newman e i consanguinei Three Second Kiss. Sono tutti ingredienti del Laundrette sound?

Laundrette: Sicuramente alcuni dei nomi che hai fatto fanno parte del nostro bagaglio di ascolti e di esperienza. Sul nome dei Dianogah il fatto curioso è che quando abbiamo inciso il disco non avevamo sentito mai niente di questa band, poi molte persone ci hanno accostato a loro, così siamo andati a recuperare un loro vecchio cd e nonostante le molte differenze abbiamo notato una simile attitudine degli strumenti a seguire strade separate, un'inclinazione ad un suono molto sgranato che è un po’ anche la nostra ed è stato curioso scoprirlo a posteriori. Mentre i Three Second Kiss (il cui chitarrista Sergio è fratello del nostro interlocutore Marco. N.d.I.) fanno parte, in qualche modo, del nostro DNA musicale direi che, in generale, tutte le influenze e gli ascolti vengono filtrati e inglobati ormai da tempo in un nostro gusto personale e spiccato.

Rockit: Personalmente ho avuto la forte impressione che nel vostro approccio alla materia abbiate concesso molto spazio all'improvvisazione. Sbaglio?

Laundrette: Nel nostro caso non ci sono troppe pause di riflessione in fase di composizione ma nemmeno solo note buttate là in cerca di qualcosa che ti stimoli ad andare avanti. In linea di massima cerchiamo una sinergia tra quello che ciascuno di noi propone in modo da camminare insieme, ma senza lasciare il tutto al caso. A volte basta un niente perchè spunti fuori l'accordo sul quale costruire tutto il resto. Gli accordi in “Out of traffic” per esempio sono venuti fuori mentre stavo provando la mia chitarra appena acquistata e non stavo assolutamente pensando di comporre qualcosa quanto all'equalizzazione del suono.

Rockit: E dal vivo non vi abbandonate all'improvvisazione?

Laundrette: Non siamo un gruppo che ha voglia di cambiare le carte in tavola, almeno per il momento l'improvvisazione dal vivo non rientra nei nostri piani. Una volta lo abbiamo fatto ma solo perchè c'è stato un problema tecnico che non ci consentiva di continuare la canzone nella maniera più ortodossa, ma quella è un'altra storia.

Rockit: A proposito di live: avete alle spalle invidiabili opening-act come quello ai Blonde Redhead, Sophia, Uzeda. Com'è la situazione concerti? È iniziata la stagione dei festival: accompagnerete qualche altro grosso nome?

Laundrette: dal momento dell'uscita del cd (febbraio) siamo riusciti a suonare con una certa frequenza e a promuovere "Concrete and Glass" un po’ ovunque. In molte date abbiamo accompagnato i Three Second Kiss aprendo i loro concerti e consolidando un feeling già esistente, una formula che piace ad entrambi e che contiamo di rinnovare quando possibile.

Rockit: I riscontri della critica non sono affatto mancati ed i meritati complimenti sono caduti un po' da ogni dove. Il pubblico come si sta comportando?

Laundrette: Complessivamente ci riteniamo soddisfatti delle reazioni del pubblico che ti riserva delle sorprese proprio quando meno te lo aspetti. Recentemente ci hanno chiamato a suonare alcuni ragazzi liceali di Schio per un festival da loro organizzato. Non ci aspettavamo proprio un'accoglienza così calorosa da ragazzi di 18 anni che prediligono tutt'altro genere di ascolti. Quanto alle vendite del disco non siamo attenti alle cifre. Quando pensi di aver registrato un buon disco non ti interessa sapere quante copie stai vendendo. Non è giusto che i propri giudizi subiscano condizionamenti a posteriori. Quello che ci interessa invece è il calore del pubblico che ci ascolta per la prima volta e questo raramente viene a mancare.

Rockit: Come mai l'intenzione di titolare una canzone con nome di Vincent Gallo? Dichiarazione di amore verso l'omonimo regista/attore? Vi è piacuito il favoloso Buffalo 66? E l'Eddie Irvine che ringraziate nel booklet? Siete tifosi ferraristi?

Laundrette: Di Vincent Gallo invidiamo il nome e la sua compagna Asia Argento. Scherzi a parte è tra i nostri preferiti tra gli attori della nuova generazione di cinema indipendente americano ed anche un regista che è partito con il piede giusto. Buffalo '66, pur nella sua semplicità narrativa, con i suoi personaggi di un'America fragile e raramente orgogliosa di se stessa, con i suoi anti-eroi, risulta un piccolo capolavoro al quale ci si affeziona subito. Quanto ad Eddie Irvine e alle vicende dell'ultimo mondiale, siamo stati autentici tifosi di un pilota voluto "perdente" per contratto che stava per incidere il suo nome nel mito, alla faccia di chi ha puntato miliardi e immagine su un unico pilota. Si è trattato solo di un sogno, ma è stato bello. Tifosi ferraristi si, ma con la testa sulle spalle!

Rockit: Come riuscite a conciliare musica/lavoro/famiglia?

Laundrette: sicuramente il rispetto per i propri tempi ed il proprio spazio sono una delle componenti fondamentali della nostra esperienza di questi anni. Abbiamo sempre cercato di fare le cose con il massimo impegno e la massima professionalità ma sempre nel rispetto della nostra vita e dei nostri lavori/studi; questo ti permette, tra l'altro, di mantenere una coerenza e una tranquillità "artistiche" laddove, invece, molti gruppi si disgregano velocemente sotto la spinta di pressioni e di aspettative che invadono e sovrastano il loro privato. Per questo non credo che saremmo mai capaci di farlo per lavoro.

Rockit: Si dice che le province siano le realtà migliori in cui gestire attività artistiche. Ancona com'è, musicalmente e non?

Laundrette: Dal punto di vista musicale Ancona e la sua pronvincia sono piuttosto...assonnate. Fatta eccezione per gli Yuppie Flu o per i nostri conterranei Ego (il gruppo collaterale del nostro bassista) e Fire Exit, non vedo una vivacità capace di sopperire alla mancanza di strutture e di realtà di supporto adeguate. Festival e manifestazioni che non siano in qulche modo "istituzionali" vanno costantemente incontro all'indifferenza generale. In certe realtà gruppi come il nostro non sono quasi mai "profeti in patria", ed è proprio per questo, probabilmente, che in provincia si lavora meglio, perchè ci sono meno pressioni, ma allo stesso tempo più rabbia. Poi magari vedi che a Senigallia apre uno dei migliori studi d'incisione per musica indipendente, la "Red House Recordings", frequentata dalle migliori band "underground" della nostra penisola, e allora cominci ad apprezzare le cattedrali nel deserto e a capire che forse è proprio a partire da queste che prima o poi si formerà un feedback culturale.

Rockit: Secondo me incarnate un esempio lampante del fatto che la musica italiana non "sono solo canzonette" come fischiettava qualcuno, ma che esiste un sottobosco inosservato, o addirittura occultato dalle grandi imprese del settore, che brilla di luce propria. Dall'interno come vedete la situazione?

Laundrette: Dal nostro punto di vista la scena underground italiana è in forte crescita con alcuni nomi da fare invidia a chiunque, vedi in particolare i Three Second Kiss, Uzeda, One Dimensional Man. Siamo debitori in un modo o nell'altro verso questi gruppi, soprattutto per il carattere che hanno profuso nelle loro capacità artistiche, dimostrando che è possibile farsi avanti anche in un contesto musicale difficile come quello italiano, mossi unicamente dalla loro volontà e dalla certezza che un pubblico attento esista anche qui senza svendere le proprie doti artistiche. Certamente la situazione per gruppi con il nostro è più dura ma dà ugualmente soddisfazione e ogni volta che suoni dal vivo e vedi il pubblico che si scatena già dal primo pezzo ed arriva a fine concerto ad urlarti nelle orecchie il bis, te ne freghi delle storie che senti in giro del tipo: "la vostra musica è bella ma non avrete mai mercato...".

Rockit: Un altro grosso problema è quello che il pubblico italiano è superficiale, mtv-izzato, e anche i sedicenti "alternativi" si dimostano esterofili e refrattari alle realtà autoctone. Mi ricordo di aver letto tempo fa, in un intervista ad A.Tilotta, che era sorpreso dell'accoglienza che gli americani dimostravano durante l'esibizioni live dei suoi Uzeda, mentre in patria sono per lo più relegati a fenomeno di culto. Dunque anche gli artisti italiani stanno "al passo", proponendo musica valida anche (soprattutto) oltre confine. Mtv c'è anche in Usa, eppure il pubblico risulta più ricettivo. Cosa manca al pubblico italiano? Ora, in che termini porreste la relazione causale imprese(media)/pubblico? Il pubblico è reso ignorante da ignoranti strategie imprenditoriali, o le imprese altro non fanno che accordarsi alle scarse pretese del pubblico?

Laundrette: In Italia la musica rock è stata sempre un fenomeno di nicchia e mai parte integrante della cultura popolare come nei paesi anglosassoni. Per questo, ad esempio, il nostro paese è stato, negli ultimi anni, il paese del bengodi per un genere musicale dai contorni intellettualistici come il famigerato post - rock americano, mentre negli Stati Uniti il pubblico dimostra, credo, una ricettività musicale più viscerale ed innata che bada soltanto alla qualità della proposta. Per quanto riguarda l'appiattimento da effetto MTV di tanta musica "underground", purtroppo questo rientra in una generale tendenza delle grandi imprese discografiche e non ad inglobare e controllare i fenomeni giovanili al loro sorgere, con conseguente abbassamento del livello qualitativo generale. Fortunatamente ci sarà sempre chi sta sempre un passo più in là rispetto a chi ci viene presentato e pubblicizzato come il fenomeno alternativo di turno.

Rockit: Uzeda e Three Second Kiss sono riusciti a prendere il treno per l'America. I Laundrette riusciranno a staccare il biglietto?

Laundrette: E' sempre difficile dirlo, certo è un po’ il sogno di tutti noi. Se si creeranno condizioni particolari, collaborazioni spontanee e sincere con realtà d’oltreoceano, allora al treno si aggiungerà un altro vagone, o forse più di uno, comunque è già bello sapere che ci sono realtà a te vicine che possono fare da traino o semplicemente da esempio.

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