Con il contributo degli amici musicisti appassionati con noi delle belle storie e delle buone note. Delle pagine ben scritte, dei racconti dei poeti e delle poesie degli scrittori, dei versi del nostro canto, del canto, dal nostro verso. Della malinconia delle estati passate, nessun tempo buttato. Con il contributo dei minuti sospesi sui nostri giri, dell’ozio e della noia che producono riflessione, del nostro pessimo riflesso negli specchi. Con il contributo del divano che ha cullato i nostri ascolti, dell’erba profumata cresciuta nel giardino. Del diritto d’autore violato, fonte inesauribile di note altrimenti irraggiungibili. Con il misero contributo degli spiccioli nelle nostre tasche. Ai contributi invocati, dovuti e mai avuti, alle lettere d’accompagnamento, ai progetti presentati, rimodulati e ristampati, ripresentati e rincorsi in vespa che nemmeno lei ce la faceva più. A chi ci ha superato dalla corsia d’emergenza, agli illusionisti delle case discografiche, nascosti tra le loro promesse sostenute dal nulla: al loro contributo e alla nostra ingenuità, preziosa fonte di creatività. Con il contributo di coloro che ci hanno sempre ascoltato. E riascoltato. Degli amici di ogni momento, in ogni luogo, degli amici di accompagnamento. Dei musicisti che hanno chiesto un contributo e di coloro che nemmeno l’hanno immaginato, della sensazione di aver finito quando la fine non era nemmeno immaginabile, alle notti intorno a una traccia e alle risate di stanchezza. Con il contributo del testo e con il contributo della musica, all’inspiegabile necessità di scrivere, all’inspiegabile necessità di riprovare. Fin qui