Contadini, monaci, dame ombrose, migranti, sono i protagonisti delle Storie dell’altra guancia di Luca Colella, esordio discografico del cantautore sa

BIOGRAFIA QUASI CINICA
Classe 1983, nato nel “Sud del sud dei santi” e cresciuto in paesino del basso Salento, ad Acquarica del Capo, Luca Colella vive con disturbo il distacco della placenta di sua madre, lo sperimenta sul proprio feto. L’ambiente acquatico, lontano dai chiassi e dalle chiacchiere, laddove anche le fesserie del mondo paiono ovattate, lo faceva stare a proprio agio. Sul momento di nascere vive, quindi, il primo trauma che lo formerà per tutta la vita. Rientrerà in sé, nello stato uterino, dopo aver felicemente imparato a memoria alcune poesie del padre poeta, Giancarlo Colella, con cui condivide a cinque anni le lotte dei contadini, per il pane quotidiano, all’interno di una sezione fatiscente del partito socialista. È qui che scopre il mondo, tra le mani callose, tra i volti arrugginiti della povera gente. Impara a bestemmiare molto presto, e questa è una pratica dalla quale non si divincolerà mai. A quattordici anni conosce il suo più grande amico, colui che diventerà grande scrittore, Giuseppe Cristaldi, d’impronta fortemente dionisiaca. Si diploma a pieni voti come perito elettronico e delle telecomunicazioni, senza mai comprendere il significato del suo titolo. Decide così di spostarsi nella Capitale per frequentare un corso di scienze umane. Dopo aver superato brillantemente 13 esami, ad un passo dal suicidio vorrà cambiare aria, stanco del plagio ontologico e dell’accademia maleodorante. Si sposta a Torino, al politecnico, che spesso confonde con il policlinico, richiedendo al professore di turno, invece dello statino, la ricetta medica. Passa dunque dalle scienze umane a quelle disumane. Torino è la sua seconda casa, qui trascorre gran parte dell’anno tra letture e certificati medici. La passione per la musica e per la scrittura sonora lo spingono a conoscere e a frequentare uno dei musicisti più significativi della realtà salentina: Donatello Pisanello. Colella considera quest’ultimo un guru della musica etnica, un filosofo, un saggio ed un ottimo musicista concettuale. Da una profonda simbiosi tra i due nasce il tema di “Storie Dell’altra Guancia” che vedrà la partecipazione di musicisti straordinari.