Indianizer: gli alieni torinesi stanno tornando

Gli Indianizer stanno tornando con un nuovo disco e un tour pronto a decollare nello spazio.
24/09/2019 13:08

Sono gli alieni torinesi e hanno appena fatto un altro lungo viaggio per potercelo raccontare attraverso i loro suoni distorti e le loro immagini ipnotiche.

Loro sono gli Indianizer, nascono nel 2013, partoriti dalle menti di alcuni psiconauti che si sono ispirati dai deliri selvaggi degli Animal Collective, delle ritmiche tropicali dei Django Django, gli Os Mutantes, il movimento Tropicalia e il kraut-rock dei Can. Ad un anno di distanza da Zenith (che a detta loro non sono mai riusciti a raggiungere), il gruppo sta tornando con un nuovo disco e un tour anticipato dal singolo Horoscopic (Saturn returns) e da Sin Cleopatra in uscita oggi su Rockit. Entrare nella mente colorata e pischidelica degli Indianizer non è facile, suoni e visual vanno sempre di pari passo, in una narrazione che riesce a toccare atmosfere difficili da immaginare. Ci abbiamo fatto due chiacchiere e ci hanno raccontato quale viaggio ci aspetta questa volta. 

indianizer 

Ciao ragazzi, intanto come state? Vi abbiamo lasciato più o meno un anno fa con Zenith, dove tra suoni acidi, lingue inventate e ricerche cosmiche cercavate il vostro personale zenit. Lo avete trovato? Ma sopratutto cosa ci dobbiamo aspettare ora?

Ciao! Qui Riccardo (voce/chitarra), grazie per questa chiaccherata.
Per rispondere alla tua domanda posso dire che sicuramente abbiamo più chilometri nelle gambe e negli occhi, e che stiamo bene. Abbiamo girato molto l'Europa quest'anno passato e no, non abbiamo raggiunto nessuno Zenit perché, come affermavamo nel disco precedente, per noi è un punto verso cui tendere ma che non raggiungerai mai. Ora stiamo parlando di Nadir, l'altra faccia della stessa medaglia. E ciò che ci guida è la consapevolezza che non esiste verità, o non ne esiste una sola. Bisogna raggiungere il Nadir per trovare la propria, che come lo Zenit è irraggiungibile.

Sin Cleopatra, che esce il 27 settembre, porta addosso il nome di una regina importante, una figura femminile piuttosto forte, che cosa anticipa? Come è nato questo pezzo?

Quasi sempre le figure femminili sono forti, anzi direi che tendenzialmente siano più forti di quelle maschili. Nella nostra storia Cleopatra è la dominatrice del regno dei sogni, l'incarnazione della perfezione (anche in questo irraggiungibile, ovviamente). Il messaggio implicito è che dobbiamo imparare ad apprezzare ciò che già esiste e ci sta accanto.
È il secondo singolo che anticipa Nadir, il nuovo disco in uscita il 18 ottobre per Edison Box Records.

La vostra musica è apolide, è contaminazione ma ha anche la capacità di portare in dimensioni ancora inesplorate; i video proiettano perfettamente quel tipo di sensazione, che lavoro c'è dietro il visual di un progetto del genere? Come si capisce come rappresentare un brano come SIn Cleopatra in immagini?

Per rispondere a questa domanda chiedo aiuto a Pietro Leddi, regista viareggino ma di stanza a Milano che ha diretto questo e altri video di Indianizer: "L'ispirazione giunge da soluzioni immaginarie, attinte da un universo supplementare al nostro. Nel caso di Sin Cleo, il percorso di traduzione in immagini è culminato in un video di animazione tradizionale. In particolare la tecnica dello "straight ahead animation" si adatta molto alle sonorità del pezzo, creando sequenze di loop capaci di ipnotizzare in un viaggio lisergico lo spettatore. Altrimenti potrei dirti semplicemente questo: Viareggio"

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Torino è il vostro centro nevralgico, cosa bolle in pentola nel capoluogo piemontese? Che aria tira dentro la scena musicale?

In questo momento non bolle granché, almeno rispetto a qualche anno fa. L'amministrazione attuale non sembra interessata a nutrire la scena musicale (underground o meno), nè di dare rilievo alla vita artistica e culturale della città, appuntamenti a nostro avviso fondamentali all'interno della complessa vita sociale di una comunità urbana. C'è frustrazione a Torino, chiudono sempre più locali e luoghi di ritrovo, direttori artistici storici mollano o si ridimensionano. Purtroppo basta guardare poco al di là del proprio giardino per rendersi conto che, con le specifiche differenze, è una condizione comune un po' a tutti.
Dal canto nostro organizziamo un po' di concerti nei locali disponibili ma anche a casa nostra, suoniamo in altre band (Love Trap, Maniaxxx, Talky Nerds) e cerchiamo di stare il meno possibile in quella città che puzza di smog e nervosismo.

Vi vedremo presto in giro?

Questo weekend apriremo il tour francese dei Flamingods, poi abbiamo in programma di girare l'Europa fra Benelux, Germania, Svizzera e Francia. In Italia non prima di questa primavera. Vorremmo suonare in altri continenti e potrebbe succedere fra non molto, ma come dicono nei film "questa è un'altra storia”.

 

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L'articolo Indianizer: gli alieni torinesi stanno tornando di Redazione è apparso su Rockit.it il 24/09/2019 13:08

Tag: anteprima - intervista

Pagine: Indianizer

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