I Re della Notte, da Carosone a Battisti

13/12/2006

C’è stata un’epoca in cui i musicisti italiani erano i più apprezzati e richiesti in tutto il mondo, pari soltanto ai colleghi americani. Le nostre orchestre si esibivano alla Carnagie Hall di New York, riempivano lo stadio di Mosca, erano la principale attrazione all’Olympia di Parigi, venivano acclamate per le strade di Londra proprio come anni più tardi sarebbe accaduto ai Beatles. Erano le formazioni italiane di night-club, dirette da capi-orchestra che si chiamavano Bruno Quirinetta, Armandino Zingone, Renato Carosone, Riccardo Rauchi, Fred Buscaglione, Bruno Martino e tanti altri ancora. “Provaci ancora, Nait” è il titolo del reportage realizzato da Michele Bovi per Tg2 Dossier (in onda domenica 31 dicembre, ore 18.05 su Raidue). E’ la storia del Night-Club italiano – dal 1946 al 1964, ovvero dall’immediato dopoguerra all’esplosione del fenomeno beat – di un genere di intrattenimento che affascinò la buona borghesia negli anni del boom economico e che rappresentò una stagione irripetibile di risorse artistiche, sia musicali che di varietà: fantasisti, comici, ballerini e spogliarelliste. Nei circa 300 night-club operanti nel nostro paese, palestre rigorose in cui l’orchestra suonava 6-7 ore per notte, si formarono anche molti protagonisti della canzone d’autore italiana, dal pianista Enzo Jannacci al sassofonista Luigi Tenco, dai contrabbassisti Sergio Endrigo e Riccardo Del Turco ai chitarristi Giorgio Gaber e Lucio Battisti.

Per info:
www.raidue.rai.it/

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