Uccidere Arezzo Wave per educarne 100

31/10/2006

Continua la saga di “Arezzo Wave”. Ricapitolando: nonostante il problema-droga del campeggio del festival fosse qualcosa di risaputo da tutti gli addetti ai lavori (e non solo), nulla era successo fino ad un servizio delle “Iene” andato in onda la settimana scorsa. Il programma di Italia 1 affrontava il festival come centrale di spaccio, dimenticandosi del fondamentale ruolo culturale che la manifestazione ha avuto all’interno del nostro Paese da 20 anni ( www.rockit.it/pub/n.php?id=8980 ). Di fronte a questo “servizio-choc” – come è stato definito, ma di choccante non c’è nulla – Mauro Valenti, presidente della “Fondazione Nazionale Arezzo Wave”, ha dichiarato la sua amarezza ed è stato spinto a pubblicare un annuncio nel quale - riferendosi al comportamente dell’amministrazione comunale, che ha scelto un facile silenzio di fronte alla faccenda – afferma che “il vaso si è rotto” e che “Arezzo Wave cerca una nuova casa” ( www.rockit.it/pub/n.php?id=8988 - www.rockit.it/pub/n.php?id=8991 ).

Pubblicate ieri su E-polis Milano, rilanciamo alcune dichiarazioni di esponenti illustri che hanno espresso la loro opinione riguardo questa faccenda diffamatoria per la musica tutta, che mette in discussione non solo la presenza di “Arezzo Wave” ad Arezzo, ma anche tutta una serie di festival locali che danno ventaglio culturale all’asfissia di una nazione conservatrice. Paolo Fresu, organizzatore del “Time in Jazz” e musicista di fama mondiale: “E’ ingiusto pensare che la droga appartenga solo all’arte e alla musica. Non facciamo l’equazione rock uguale perdizione. E’ chiaro che quando un evento raggiunge le dimensioni di Arezzo il problema può sfuggire di mano. Se trovassi un problema simile a Berchidda cercherei di capire per trovare una soluzione. Poi però il problema è di tutta la società”. Alberto Campo, giornalista di Rumore e direttore artistico del Traffic Torino Free Festival, è giustamente incazzato nero: “Scusate, e le discoteche per fighetti allora? I punkabbestia magari sono meno belli da vedere, mentre quelli che nei locali notturni tirano cocaina con la proboscide non fanno schifo a nessuno. Quello di Arezzo è un pretesto per regolare altri conti”.

Stasera - martedì 31 ottobre, alle ore 21.05, Italia 1 – “Le Iene Show” manderà in onda un servizio su “Arezzo Wave Love Festival” e non sul campeggio. Giusto per fare un po’ di informazione corretta. Aspetto necessario per risolvere questa questione senza fastidiose ipocrisie. // Carlo Pastore

Il sito della manifestazione:
www.arezzowave.com

Tag: festival

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