La Warner ha deciso di 'boicottare' centinaia di piccoli negozi di dischi

Negozio di dischiNegozio di dischi
14/07/2016 10:40 di

Pare che la WEA, il servizio di distribuzione della Warner, abbia deciso di tagliare fuori dal proprio circuito circa un centinaio di piccoli negozi di dischi non in grado di sostenere ordini molto grandi. Facendo valere una clausola del suo regolamento che permette ai distributori di non servire negozi le cui richieste siano al di sotto dei 10.000 dollari all’anno, ora molti piccoli negozi di dischi avranno una vita molto più difficile se vogliono accedere al catalogo della major discografica.

Ecco quanto riportato nel loro comunicato stampa: “La WEA è sempre stata orgogliosa di servire centinaia di piccoli negozi di vinili indipendenti tramite una distribuzione diretta. La scorsa settimana, in accordo con una vecchia clausola del nostro regolamento, abbiamo consigliato ad un limitato numero di negozianti di appoggiarsi ad altri partner che già si occupano dei nostri artisti”.

Questo significa che molti di quei piccoli negozi indipendenti - e la lista comprende anche musei o altre piccole attività che oltre ai dischi vendono anche altri prodotti - ora dovranno richiedere i titoli che gli interessano ad altri distributori, pagandoli di più rispetto a quanto avrebbero speso prendendoli direttamente da Warner e quindi aumentare il prezzo finale per il loro clienti. C’è il rischio che gli appassionati siano sempre più invogliati a comprare i dischi in tutte quelle catene che possono permettersi di fare grandi ordini, come i supermercati o quei negozi di vestiti come Urban Outfitters che vendono anche musica, ma a prezzo minore rispetto a un negozio specializzato in dischi.

Se la Warner applicherà davvero questa clausola, molti dei negozianti, sul lungo termine, potrebbero addirittura rischiare la chiusura dell’attività perché non potranno mai essere abbastanza competitivi con questo tipo di catene. “Non avere prodotti sempre disponibili significa rinunciare al business”, ha commentato a Pitchfork Greg Glover, che gestisce un piccolo store a Astoria, in Oregon, e che pochi giorni fa si è visto rifiutare un ordine da 1.400 dollari.


(via)

Tag: etichette mercato discografico music business

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