"Cerco qualcuno la cui mente cada come una mannaia sul ceppo"

Rachele Studer è un'attrice. La sua ricerca, affamata ma mai antropofaga, è destinata ai mille volti celati nell'animo umano. Una ricerca tanto orizzontale e sanguigna quanto verticale e spirituale. Sfiora il teatro, poi la macchina da presa, e il canto, la danza, e ancora la musica e la poesia. Da imprenditrice di sé stessa (nel 2015 fonda la Casa di Produzione Artistica None for Nanà) diventa artista di cabaret, dal circo di strada si volta poi agli editoriali di moda, dai fumi di Londra ai boulevards parigini, dagli scantinati jazz ai treni in corsa, dal desiderio di attivismo politico all'aspirazione per un silenzioso ascetismo, dalla preparazione accademica al rinnegamento di ogni certezza. Tra le arti, la pittura è l'unica di cui non ne ha voluto far studio laddove, in un mondo dove tutto deve essere economicizzato e funzionalizzato, serbare una segreta passione della quale non si è padroni ci ricorda che siamo esseri imperfetti, impreparati, inadatti. E proprio nella pittura trova il suo modus operandi. Dipingere sé stessi e i propri personaggi. Far esplodere le tinte luminose e affondare nella propria carne scavando ombrosi fendenti. Essere ciò che si immagina. Immaginarsi. Immaginarsi come si vuole essere. Disegnarsi sulla tela della propria storia nel desiderio di rendere la vita dell'Opera più nitida di quella della Persona.