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RECENSIONE
20/07/2011

Sono botte fin dall'inizio, di quelle che fanno male subito ma quando ti ci abitui non senti più niente. Niente proprio no, qualche livido resta. Come a dire che questo album è aggressivo come un gancio di Bruce Lee ma non mette l'ascoltatore ko. La violenza è così sostenuta che dopo un paio di brani diventa rabbia prevedibile come la tempesta di sassi che piove sulla polizia durante le proteste di strada più blindate e annunciate. Ma forse il punto non è questo, e in effetti se la durezza del suono diviene fin da subito marchio di fabbrica si capisce ben presto che "Get ready for the next battle" non è un pugno lanciato contro tutto e ad ogni costo. La sequenza di canzoni pare più una strategia di guerra calcolata al millimetro che si abbatte brutalmente su un nemico che però è già fuggito altrove avendo sentito puzza di bruciato.

L'equipaggiamento della truppa non è composto da armi batteriologiche che fottono quando meno te lo aspetti ma da un'artiglieria pesante come il crossover tra metal e hardcore che ha infiammato la fine degli anni '90 senza lasciare traccia e nemmeno orizzonti da dove costruire. Meno duri dei Fear Factory, i Biosystem55 sembrano i Coal Chamber, ma non c'è quella voce isterica che scuote il ritmo e dà una scossa a tutto. Il prodotto è confezionato pregevolmente ma ha il sapore di qualcosa assaggiato già troppe volte e il gusto tamarro della copertina non aiuta.

"Remember me" è la canzone più bella del disco anche se non si capisce cosa abbia in comune con tutto quello che ci sta attorno. "Anymore" cantata in italiano ricorda troppo i Linea 77, ma fa pensare che probabilmente cantare tutto il disco nella nostra lingua non sarebbe stata una brutta idea e avrebbe contribuito a rendere l'album un po' diverso. Stuprare "Maniac"- l'anima musicale della pellicola "Flashdance" - in versione metallara è terribile solo per averlo pensato, se l'intenzione era di far ridere l'obiettivo non viene nemmeno sfiorato. Il talento c'è tutto ma quello che manca è avere la forza di pisciare un po' fuori dal vasino.

Tracklist

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