The Party Favors The last slice of cake 2010 -

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Certo che una lettera di presentazione così delirante allegata ad un disco, è la prima volta che mi capita di vederla. Merita di essere ampiamente citata, dal «Caro Rockit» d'apertura alla spiegazione degli obiettivi «sociali» del gruppo, vale a dire il sostegno a tale Mr. Box ed a tutti gli intellettuali solitari che, come lui, sono discriminati dai più: «A causa delle tremende ingiurie blaterate dai non-nerd, il Sig. Scatola ha rischiato di dimenticare ciò che realmente conta nella vita: la figa, il computer, Sheldon Cooper ed il numero 42. Fortunatamente noi eravamo là in tempo per aiutare l'uomo con il cartone in testa. Ora è diventato un giornalista musicale di prim'ordine». Ed ancora: «I The Party Favors continuano a lavorare per tutelare l'orgoglio di persone come Mr. Box. Tuttavia rinnovare sempre l'impegno è essenziale. Oggi lei potrebbe tutelare e colorare immediatamente la loro vita. Nello specifico le chiediamo di parlare della nostra causa all'interno del suo portale». È divertente, non c'è che dire. Però, al di là di questa mossa burlesca – con tanto di fotografia allegata di Mr. Box – c'è poco altro di cui parlare.

Forse è meglio è parlare dell'eccellente artwork del disco, perché l'elettropop dei Party Favors non è certo originale. Anzi, direi che non lo è per nulla. E il cantato in inglese, con i suoi toni lamentosi ed il suo timbro androgino, di certo non aiuta a smussare la sensazione di già visto/già sentito che caratterizza "The Last Slice Of Cake", il primo album realizzato dalla band perugina. Certo che la qualità musicale e l'impegno da parte del gruppo ci sono e non si discutono, ma ciò non basta a lasciare una traccia, un ricordo, un motivo per cui i Party Favors andrebbero ascoltati tra i mille altri gruppi che propongono la stessa roba. Le dieci canzoni del disco si susseguono veloci e leggere, ripetitive e monotone, roba un po' a metà tra i pezzi più pop degli Strokes, i lavori degli Oasis meno ispirati e le musichette dei videogiochi di quindici anni fa. Tra i pezzi più riusciti, vale la pena di citare solamente "Cat in a bag". Per chi ama il genere, questo lavoro può anche risultare interessante. Per me, sarà presto dimenticato.

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La recensione The last slice of cake di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-08-31 00:00:00

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