Alex Cambise Tre Vie Per Un Respiro 2010 - Cantautoriale

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Alex Cambise non è un novellino: classe 1975, la sua passione per la chitarra inizia nel lontano 1988, quando la imbraccia per la prima volta da autodidatta e continua nel corso degli anni fino a entrare, nel 2003, nello staff di Massimo Priviero. Un nome che per me, veneta e con una formazione da storica alle spalle, non è passato certo inosservato. Il signore in questione, laureato in storia anche lui, con il suo rock d'ispirazione dylaniana ha sempre raccontato il mondo attuale con l'occhio privilegiato di chi sa guardare indietro. Ed è proprio Priviero a collaborare attivamente al lancio di Alex (che con lui suona chitarra, basso, mandolino, tastiere e armonica) nel mondo solista con questo album intitolato "Tre Vie Per Un Respiro".

Opera prima a cui, però, non basta un atto di fede come lasciapassare: i brani non apportano sostanziali novità al già sentito, dal Ligabue di ultima generazione in "Fiori D'Acciaio", alla tendenza rock/folk liscio e senza sfumature tipico tra le vecchie glorie made in Italy (dai Nomadi ai Modena City Ramblers) e che si sente in pezzi come "Lacrime" e "Diogene Nel Fango". La voce calda di Alex, invece, s'impegna, e lavora come quella di un cantastorie, modificandosi a seconda del personaggio narrato: più incisiva per omaggiare Primo Levi in "Oltre Il Tempo", più malinconica e triste per "La Ragazza Di Longarone", ingnara della tragedia (del Vajont) che la sta per colpire.

L'album sembra voler affermare un'idea di vita vissuta, di maturità raggiunta dopo un lungo percorso, ma il risultato finale è una musica di maniera, di sensibile esecuzione, a cui manca, però, il guizzo da fantasista.

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La recensione Tre Vie Per Un Respiro di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2010-11-03 00:00:00

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