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RECENSIONE
19/07/2011

Good Lucifer Inferno, ovvero un unico musicista tuttologo romano. "Tonite Let's All Make Love in Albano Laziale" è il suo secondo demo (Nota bene: Albano Laziale è definito "possesso inalienabile della Santa Sede", e quindi "andare tutti a fare l'amore ad Albano Laziale" potrebbe essere un'invocazione provocatoria, mezza di protesta, mezza blasfema). Il titolo di per sé, come tutte le tracce, è poliglotta e fa parte di un gioco di parole e numeri, come se la musica non bastasse più ad esprimersi, ma il suo senso invadesse anche gli aspetti extratestuali. Soprattutto perché la musica qui è sola e senza accompagnamento testuale: non ci sono parole, solo creazioni di atmosfera ambiental, new age.

Good Lucifer Inferno sperimenta con gusto e passione tutte le sonorità a seconda di un criterio forse casuale, forse influenzato dalle fasi lunari, e a differenza del primo album, che sembrava avere un'impronta più dark, "Tonite Lets All Make Love In Albano Laziale" è caratterizzato da un sound più elettronico, più blues.

Good lucifer inferno è inoltre un lettore accanito (forse per questo le sue canzoni non hanno parole? Per la volontà di buttare fuori le parole che ha acquisito leggendo?), come ci dimostra il fatto che abbia chiamato la seconda traccia del demo "Brown Jenkin", ossia come un mostriciattolo che viene dal libro "Sogni nella casa della strega", scritto negli anni '20 da H. W. Lovecraft. Le altre tracce sono "5", composta di sonorità più aggressive e che si rifanno alla vecchia vena dark, e poi "Graand Maaraa" creata con suoni etnici, bonghi e tamburi che fanno pensare a musica africana.

Tracklist

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