Dargen D'Amico CD' 2011 - Rap

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"CD'" è, appunto, la versione in cd di "D'", che messa così sembra un gioco di parole, e invece è il terzo album di Dargen D'Amico, uscito inizialmente in due parti (prima e seconda), disponibili solo su iTunes. Tralasciando la nuova copertina, il contenuto è praticamente il medesimo, con l'aggiunta di quattro inediti e senza "Prendi per mano D'Amico".

Dargen, ma immagino già lo sappiate, è uno dei migliori rapper italiani di sempre, e di certo uno dei tre fondamentali degli Anni Zero, assieme a Fabri Fibra e Club Dogo. "CD'" – o forse dovremmo dire "D'", ancora non ho capito – si inscrive all'interno di un percorso musicale che ha dell'incredibile, iniziato prima assieme a Gue Pequeno e Jake (ora Club Dogo) nelle Sacre Scuole, e proseguito poi da solista con due album clamorosi quali "Musica Senza Musicisti", astratto e provocatorio, e "Di Vizi Di Forma Virtù", melodico e iridescente. Il suo è un rhyming originalissimo, che lavora su tutte le dimensioni della voce sfruttando la potenzialità di ogni singola sillaba, che poi messe assieme vanno a costruire testi poetici e immaginifici, sempre in bilico tra serio e faceto. "CD'" è l'album che più deforma l'immaginario pop-romantico di D'Amico attraverso tecniche audio già sfruttate in passato, qui però portate ad un livello di iper-realtà. "Bere una cosa", con il suo spegnersi in autotune snaturato; "Malpensandoti", con il suo climax sintetico e inafferrabile; "Anche se il mondo ha", con il suo nucleo verticale ed intenso; "D' cuore", con il suo vocoder plastico e artefatto.

La sua idea, credo, è quella di riferirsi tanto all'hic et nunc dell'hip hop italiano quanto alla storia della canzone italiana nel suo complesso, in un'ottica che sfrutta lo strumento rap per aprirsi un varco all'interno di essa, lavorando però non tanto sulla rima impegnata e retorica, vedi ad esempio un Caparezza, quanto piuttosto sull'intensità e sulla forma. Altre tracce imperdibili, qui però sul versante più trash – ma altrettanto significativo – della musica di JD, sono "Van Damme (Saddam)", hip-house masochista; "Ma dove vai", rap-karaoke da villaggio vacanze; "Odio volare", romanticismo da cassetta con Daniele Vit; e "Mi piacciono le donne", hitmaniadance con i Crookers. Sempre su questo versante si inserisce anche "Orga(ni)smo (Uni)cellulare", il migliore degli inediti, una sorta di reggaettino plastificato e ridicolo, a mio avviso uno dei pezzi più divertenti usciti ultimamente. Buone anche "Brano senza titolo", con una grande strofa di Ghemon ("Divido la mia vita in ere pre-post Gianluca Vialli"), e "Gocce di cielo", sullo stile di "Musica Senza Musicisti". Meno convincente invece "Un Dio a parte", un po' didascalica.

Se vi siete persi "D' Prima Parte" e "D' Seconda Parte", è il momento di recuperare. Potrà anche non piacervi, ma Dargen D'Amico, da grandissimo talento quale è, va almeno perso in considerazione. Anche solo per poter dire "non mi piace".

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La recensione CD' di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2011-04-26 00:00:00

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