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RECENSIONE
25/07/2013

In un mondo insidioso e pre-apocalittico, ricettacolo di angosce e fobie di ogni sorta, alla “paura del buio” di afterhoursiana memoria si accoda adesso la “Paura della pioggia”, esorcizzata a questo giro dai mantovani Ginebra a colpi di rock, già inferti però una vita fa da ben altri colleghi con maggior veemenza e spietatezza; sì, insomma, la sensazione a fine ascolto è un po’ quella di assistere all’uccisione di un uomo già morto, martoriato dalle revolverate dei Soundgarden o dal fuoco amico dei Ritmo Tribale. Tutte le nove tracce di “Paura della pioggia”, senza eccezione alcuna, risultano, ahimè, sganciate da qualsivoglia forma nuova d’indignazione e antagonismo, aggrappate come sono (tipo una reincarnazione alt-rock dei Malavoglia) al vecchio e rassicurante scoglietto sonoro dell’italoRock in salsa grunge: rabbia preconfezionata e chitarrone rugginose costituiscono i fasci nervosi e muscolari di un progetto che cerca di sbranare il presente azzannando il passato, non senza un briciolo di occasionale retorica (“Colpevole di reato”, “Apri gli occhi”, “Dopo la guerra”). Sanguigni sì, incazzati forse, di sicuro troppo accecati dall’istinto e dalla nostalgia per assestarti una raffica di schiaffi sonori in pieno volto in grado di stordirti anche soltanto un po’.

Tracklist

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Commenti (1)
  • Ginebra 26/07/2013 ore 10:08

    ..quello un po' degli anni '20, un po' romano è da stronzi oltre che di destra! RIP Signor G.

    > rispondi a @ginebra
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