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RECENSIONE
30/08/2002 di Leonardo Lodato

Finalmente anche l’Italia si adegua ai tempi: legalizziamo la cannabis, almeno per uso medico. Un passo avanti, piccolo, è vero, ma sempre avanti. Cosa c’entra tutto ciò con la musica degli Shanty Town? C’entra eccome! Perché il reggae, quello autentico, quello genuino, quello che ti ritrovi nel sangue, odora di cannabis, di allegria. Ma attenzione, qualcuno potrebbe intendere che la musica degli Shanty Town sia un inno alla cannabis, alle droghe leggere. No! La musica degli Shanty Town è un inno al reggae, ai suoi eroi, da Bob Marley a Peter Tosh, dagli Africa Unite ai Wailers. Martin Werth (autore di tutti i brani e degli arrangiamenti) conosce bene i segreti di una musica che non soffre confini. Ed è sempre la sua voce a dare agli Shanty Town un tocco di originalità in più. Una voce, quella di ‘Martinez’ che passa da coloriture di chiara fattura reggae a sfumature che sanno di blues, di soul, quasi si trattasse di una voce ‘nera’.

“Puschtra reggae”, trascinante come di dovere, è rivisitata in chiave ‘house’ - non che la cosa entusiasmi più di tanto, ma a questo brano è sicuramente affidata un po’ di promozione in ambienti dove il reggae non passa di frequente. Bellissmo l’intro di “Jah will unite” infarcito di un coinvolgente suono di didjeridoo per un lento incamminarsi tra ritmi ballabili. Insieme a “Babylon must fall” è di certo il momento più intenso e trascinante dell’intero disco. Consumatelo in una sera d’estate, sulla sabbia in riva al mare, con un bel falò acceso.

Lo spirito di Bob Marley s’impossesserà di voi. Buon divertimento.

Tracklist

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