Hierbamala
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06/10/1999 di Mario Branciforti

Le "Patchanke" sono sempre benvenute! La formula : allegria senza censura, motore di ritmi jamaicano-balkanici, colonne sonore di messaggi sociali diretti e coraggiosi. Il progetto Hierbamala nasce sotto il sole (che brucia!) dell’estate 1998 ed e’ la continuazione di una vecchia esperienza iniziata nel 1994, il Clan de Gajet (termine che indica tutti i non-nomadi per i veri Rom doc), ispirato dalla Manonegra del guru Manu Chao, tanto reggae e suoni-visioni tra Babilonia e Balkanja. Nella Varese color verde-lega, Pd & compagni urlano i loro manifesti e ripudiano la violenza dei rappresentanti che non hanno scelto, combattono razzismo e ingiustizie con la forza dei loro strumenti. Tecnicamente suonano una slow-patchanka, piu’ reggae che folk, forse a volte un po’ troppo lenta, il mio consiglio : ripassare il rozzo ma energetico "Live Kawasaki ‘91" della Manonegra, che a intervalli irregolari gira nel mio stereo, ricaricandosi e ricaricandomi. Il demo che ho ricevuto e’ registrato dal vivo, dimensione dove l’essenziale e’ divertire e divertirsi completamente in libertà, anche sacrificando la qualità e gli hierba-ragazzi danno l’idea di trovarsi perfettamente a loro agio in situazioni libere , sempre pronti e disponibili ad accendere la fiesta!."No pasaran", colorita espressione usata dalle massaie madrilene, sempre utile a respingere tutti i fascismi e "Sole", dedicata a Maria Soledad Rosas sono i passaggi piu’ graditi. Hasta luego/siempre!

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