Electronic Noises MOODS 2015 - Strumentale, Sperimentale, Elettronica

MOODS precedente precedente

un disco che è, prima di ogni altra cosa, un gioco e una divertita incursione in quello strano sconosciuto mondo che si chiama elettronica.

Prendente un'auto, un lungo viaggio in autostrada e un bel disco di Four Tet a farvi compagnia. In questo contesto è probabile che la visione epifanica sia dietro l'angolo, che la mente possa raggiungere paesaggi altri e che l'ispirazione vi assalga come la nebbia in una notte d'inverno inghiottisce gli alberi che le si frappongono.

Questo in effetti è lo scenario da cui Electronic Noises, al secolo Roberto Fava, ha immaginato e partorito "Moods", un disco che è, prima di ogni altra cosa, un gioco e una divertita incursione in quello strano sconosciuto mondo che si chiama elettronica.
Sin dal primissimo ascolto e dalle primissime note, si percepisce infatti quanto sia spensierato e genuino l'approccio a un universo forse poco praticato, forse appena intrapreso, forse sempre visto con un certo sospetto. O forse, semplicemente, da vivere così come viene.

Le nove tracce che compongono "Moods" sono appunto nove stralci di vita comune e quotidiana, con cui un musicista blues gioca su synth, campionamenti e drum-machine alla ricerca di piccole istantanee di umore, viaggiando fra qualcosa che ha un lontanissimo sentore di dancefloor e sperimentazione, così come un'anima più umana e introspettiva, fluttuando su uno strano equilibrio di elementi che in qualche modo funziona ed è una vera iniezione di positività.

Poco importa se i suoni sono spesso poco credibili o se a tratti i brani ricordano (non volutamente) colonne sonore di videogiochi datati, perché al di sotto di una produzione (elettronica) evidentemente alle prime armi, "Moods" contiene tanto cuore quanto stomaco ed è un disco piacevolmente spensierato nella sua semplicità.

Non stiamo certo parlando della produzione elettronica dell'anno, e sicuramente Electronic Noises necessita di uno studio sul proprio lavoro per approfondire e rendere più puntuali le proprie scelte sonoro-compositive, ma anche solo lasciandosi guidare dalla copertina del disco, "Moods", senza alcuna pretesa ulteriore (ed è questo il segreto della sua riuscita), sembra incastonare e dipingere con semplicità e genuinità una mattina assonnata passata fra le lenzuola, con il sole che trapela dalla serranda illuminando e scaldando la pelle così come i propri sogni.

 

---
La recensione MOODS di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-01-19 00:00:00

COMMENTI

Aggiungi un commento Cita l'autore avvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussione Invia