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RECENSIONE
18/09/2004

Ti vedi arrivare un cd ben confezionato, il booklet dall’ aspetto professionale con tanto di testi, giocato tutto sul nero, il grigio ed il verde acqua, foto di alberi spogli che si stagliano sul cielo nuvolo, un ramo pieno di foglie secche che quasi sembrano corvi appollaiati. Ti metti lì a scorrere distrattamente i testi prima dell’ ascolto e ti spunta un favoloso “Nascondevo le mani nelle tasche, quando l’inverno arrivava così vicino da rosicchiarmi le punte delle dita…”. E ti dici, ora si, che questo è un ottimo inizio!

Metti il cd nel lettore e incominci a girar nel sito della band, anche questo curato, e scopri che i nostri, tra le altre cose, hanno addirittura messo su una loro piccola etichetta per produrre, distribuire e promuovere band simili, e che seguono una politica “no copyright no siae no business”, portando avanti solo la loro idea di musica. Tanto di cappello.

Intanto scopri che la musica che propongono potrebbe essere etichettata come emo-core, e la cosa ti sorprende, dato che ti aspettavi qualcosa di più calmo e scuro, forse più in linea con l’ ultima traccia “Storia D’Inverno”, acustica, col suo testo intimista, come del resto anche gli altri. Anche il nome della band, IlTeatroDelleOmbre, non ti aveva fatto presagire nulla.

Chiariamoci, non che questo “Storie D’Inverno” sia un ascolto solare, ben lungi! Ma certo si sente una buona dose di aggressività nelle canzoni. I testi son ben curati, forse pecca un po’ una registrazione ovattata, ma il livello qualitativo permane soddisfacente sotto tutti gli aspetti. Musicalmente il gruppo non suona decisamente derivativo, come spesso capita. Certo si tiene all’ interno di un determinato solco, ma con una sua identità. L’ atmosfera che viene fuori da queste cinque tracce è decisamente piacevole, forse persino rilassata nella sua tristezza di fondo.

E pensi: con una buona produzione ed una spinta verso approcci musicalmente ancor più personali ed originali potrebbe venirne fuori proprio un piccolo gioiello da questa band.

Chissà, in fondo spetta a loro dimostrartelo con il prossimo lavoro (si mormora in arrivo).

Tracklist

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